Tatiana & Alexander

giovedì 13 novembre 2014
Tatiana & Alexander (The Bridge to Holy Cross) è un romanzo del 2003 di Paullina Simmons, edito da HarperCollins. In Italia, il libro è stato prima pubblicato dalla Sonzogno, e successivamente in edizione tascabile dalla BUR. E' il sequel de Il Cavaliere d'Inverno.

Avvertenze: Trattandosi, come già detto, di un sequel, dovrò dare per scontato che chiunque si appresti a leggere questo post abbia quantomeno letto Il Cavaliere d'Inverno. In caso contrario, statene alla larga se volete evitare spoiler - e andate immediatamente a rimediare leggendo il precedente! Lettore avvisato, mezzo salvato.

La storia riprende precisamente dall'epilogo de Il Cavaliere d'Inverno: Tatiana, dopo un viaggio terribile, è finalmente riuscita a raggiungere l'America e a partorire il suo bambino, Anthony. La vita e le persone, benché rinchiusa in una stanza dell'ospedale di Ellis Island, le appaiono così diverse da spaesarla, e la gioia viene offuscata dalla sofferenza per la perdita recente di suo marito, Alexander.
Eppure Alexander è vivo, prigioniero in quella stessa Unione Sovietica dalla quale tanto a lungo aveva tentato di fuggire. Convincere Tatiana della sua morte era stato l'ultimo sacrificio compiuto in nome del suo amore per lei e per quel figlio che, probabilmente, non potrà mai vedere. Ormai senza speranza alcuna, Alexander non rinuncia però a lottare e la situazione prende una piega decisamente inaspettata...

E' difficile esprimere un giudizio quando un libro si è impresso così profondamente dentro di me, come è stato per Il Cavaliere d'Inverno. Ben pochi sono stati i romanzi che nella mia vita mi hanno scatenato simili sensazioni, una sorta di malessere, misto ad eccitamento, con appena un pizzico di malinconia. Tatiana e Alexander sono due personaggi che, nel bene o nel male, non si riesce a dimenticare, così come la loro storia. Mi ci è voluto del tempo per riuscire a leggere questo secondo capitolo, sia perché il primo mi aveva lasciata devastata, che perché volevo assolutamente che nel momento in cui l'avessi iniziato non dovessi preoccuparmi d'altro se non di portarlo a termine. Ci è voluto del tempo, come dicevo, perché la vita è corsa frenetica, anche troppo, e gli impegni che si accavallavano l'uno sull'altro mi hanno costretta troppo a lungo lontano, ben due anni. In compenso, posso dire che quando l'ho finalmente avuto tra le mani ed ho cominciato a leggerlo, me lo sono goduta dalla prima lettera all'ultimo punto.
Se ne Il Cavaliere d'Inverno ogni avvenimento, ogni respiro, ogni gesto compiuto dai personaggi era amplificato e reso quasi isterico dalla guerra, in Tatiana & Alexander le cose sono alquanto diverse: da un lato abbiamo Tatiana, sana e salva in America, dedita alla cura del figlio e vittima di una cupa depressione a causa della perdita del suo unico amore, la cui vita scivola lenta come melassa e povera, almeno inizialmente, di avvenimenti particolarmente rilevanti; dall'altro Alexander che, preda della polizia segreta sovietica, si divide tra l'inferno del suo presente e quello del suo passato. Ho molto apprezzato come l'autrice abbia dedicato molto di questo libro ad Alexander, a farci scoprire il suo tragico passato, da quando era appena un bambino fino all'incontro con Tatiana, di cui vengono ritratteggiati i momenti salienti.
Oltre a ciò, mi è molto piaciuto conoscere nei dettagli la vicenda dei suoi genitori, Harold e Jane, della loro utopia disillusa - ricordo una frase da Il Cavaliere d'Inverno, che mi pare venga utilizzata anche qui, che recitava all'incirca "Era di moda tra le famiglie benestanti professarsi comunisti". E' una scelta importante quella compiuta dai coniugi Barrington, abbandonare la propria terra, tutti gli agi, gli amici per seguire fino in fondo il proprio ideale. Da un certo punto di vista, sono anche da ammirare, perché non molti avrebbero avuto lo stesso coraggio. D'altra parte, c'è la dura realtà con cui si trovano a convivere in Unione Sovietica, il sospetto che cala su di loro come la scure affilata di un boia. E quando Jane, in un ultimo e disperato tentativo, tenta inutilmente di salvare la vita del figlio, la loro condanna a morte viene definitivamente siglata. Non ci saranno addii, né processi, la loro pena viene decisa in maniera arbitraria, senza che nulla possa essere fatto. Ed su un treno diretto ad un campo di prigionia, che Alexander trova la sua via di fuga, quella che lo condurrà a cambiare la sua identità, a conoscere Dimitri, a progettare la sua fuga attraverso la Finlandia, a Dasha, alla guerra e, infine, a Tatiana. La piccola e ingenua ragazzina che, col suo amore primo amore, aveva salvato l'anima dannata di un povero soldato.
"Un giorno ci incontreremo a Lvov, io e il mio amore..."
Parallelamente alle vicende di Alexander, che ci condurranno nella guerra contro i tedeschi e ad inaspettati incontri, seguiamo quelle Americane di Tatiana. In principio i capitoli a lei dedicati sono molto brevi e piuttosto distanziati nel tempo, a simboleggiare, secondo me, come il dolore possa portare una persona a cristallizzarsi nel tempo. C'è però una parte di lei, una vocina che la incita a vivere, a non rendere vano il sacrificio di Alexander. Ciò non la risparmia però da un perenne senso di colpa e dal bisogno di cercare il viso di Alexander in quello di ogni uomo incontrato per strada, cosa che la condurrà a situazioni decisamente poco piacevoli. Finché un giorno, all'improvviso, una scoperta le illumina la mente e il cuore, instillando in lei il  dubbio: e se Alexander non fosse morto davvero?
Il ritmo della narrazione è incalzante, non l'ho trovato mai noioso o troppo veloce, tutto è stato trattato col giusto riguardo ed i giusti tempi. Anche i momenti in cui si ripercorrono alcune tappe fondamentali de Il Cavaliere d'Inverno, al contrario di alcuni pareri che ho potuto leggere, non sono stati ripetitivi, ma erano anzi necessari a concludere l'arco della vita di Alexander. Ammetto che qui non si raggiungono i picchi di intensità - per non dire cupa disperazione - che venivano toccati ne Il Cavaliere, ma il livello di tensione resta sempre molto alto nel lettore. Oltretutto, bisogna dire che la Simmons, al contrario di molti altri, è una che sa scrivere e scrivere bene.
Sono stata ben contenta dell'inserimento dei nuovi personaggi, in particolar modo quelli newyorkesi, ma anche i russi non se la sono cavati male - vi ho già accennato al sorprendente incontro che Alexander farà una volta superato il ponte di Santa Croce?
Ovviamente, non mancano gli antagonisti, ed uno in particolare che non avevo visto neanche arrivare, nonostante, col senno di poi, debba ammettere di essere stata molto ingenua a non sospettarne prima. Ed inoltre, ci saranno dei cameo di alcuni personaggi già visti e conosciuti, tra cui il colonnello Stepanov, che ho davvero apprezzato tantissimo.
La crescita compiuta dai due protagonisti è assolutamente verosimile: è evidente che l'autrice abbia cercato di mantenere una certa coerenza, per quanto le circostanze abbiano reso inevitabile il cambiamento. In particolar modo nel finale, di cui non voglio anticiparvi nulla, l'impatto che questi eventi drammatici hanno avuto sulla loro psiche si manifesteranno in maniera evidente, attraverso atteggiamenti più duri, più spietati, più aggressivi. Ma di certo, nessuno si aspetterebbe mai che da simili esperienze se ne esca senza neanche una cicatrice.
Insomma, Tatiana & Alexander è un libro che vi consiglio di tutto cuore, nella speranza che possiate amarlo almeno la metà di quanto l'ho amato io - ovviamente, è consigliata la lettura de Il Cavaliere d'Inverno e Tatiana & Alexander in questo ordine, essendo i due, a mio parere, praticamente indivisibili. Non credo ci sia molto altro da aggiungere, se non che sono sicura che non ve ne pentirete, perché sono libri che difficilmente non vi toccheranno l'anima. Oltretutto, l'ambientazione storica è molto accurata, nel caso qualcuno se ne preoccupasse, e mi risulta che anche gli avvenimenti citati siano piuttosto attendibili. Non lasciatevi spaventare dalla mole di pagine e date a questa perla una possibilità.

Buona lettura!

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