Scrivimi Ancora

domenica 23 novembre 2014
Scrivimi Ancora a.k.a. #ScrivimiAncora (Love, Rosie) è un film del 2014 diretto da Christian Ditter (French for Beginners; Kebab for Breakfast) con Lily Collins (Biancaneve; Shadowhunters - Città di Ossa) e Sam Claflin (Pirati dei Caraibi - Oltre i confini del mare; Hunger Games: La ragazza di fuoco). E' tratto dal romanzo di Cecelia Ahern Where rainbows ends, già nota al grande pubblico per P.S. I Love You.

La storia segue le vite di Rosie ed Alex, grandi amici sin dall'infanzia. Durante i festeggiamenti per il suo diciottesimo compleanno, Rosie si ubriaca e bacia Alex, dimenticandosene completamente il mattino successivo. Il ragazzo, credendo erroneamente che lei voglia solo far finta che non sia accaduto, si fa' avanti con una popolare ragazza della loro scuola, Bethany, portandola al ballo al posto di Rosie. Quest'ultima, allo stesso modo, per ripicca invita Greg, un belloccio tutto muscoli e niente cervello che le fa' il filo. Con lui deciderà di perdere la verginità quella sera stessa, trovandosi, tuttavia, in una situazione ai limiti dell'assurdo.
Alla fine, nel disperato tentativo di lasciarsi tutto alle spalle, Rosie ed Alex iniziano a progettare di lasciare Dublino alla volta di Boston, dove entrambi potranno frequentare il college. E sarà proprio il giorno in cui Rosie riceverà la lettera di accettazione dall'univesrità, che qualcosa di inaspettato sconvolgerà completamente la sua vita, forse per sempre...

Le riprese sono iniziate nel Maggio 2013 a Toronto, per poi spostarsi a Dublino.
Il film è stato distribuito nel Regno Unito il 22 Ottobre 2014, mentre in Italia, dopo essere stato presentato in anteprima al Festival Internazionale del Film di Roma, è stato rilasciato il 30 Ottobre.

Siete già andati a vedere Scrivimi Ancora? No?
Bè, allora cosa ci fate ancora qui, sbrigatevi!
Volete che vi dica di più? Cosa lo rende un film da non perdere?
Molte cose, secondo me. Ma partiamo con ordine: la storia è piuttosto semplice e canonica, non si può dire il contrario, con due protagonisti amici sin dall'infanzia che non hanno il coraggio di confessarsi i reciproci sentimenti, temendo di rovinare irrimediabilmente il loro rapporto. Eppure c'è di più, un retrogusto speziato che rende questa una commedia sentimentale diversa, una spanna più in alto rispetto alle altre.
E' spassosa l'ironia usata per dipingere i rapporti che si instaurano tra i vari personaggi e quando ho scoperto che il regista ha diretto anche la serie tedesca Kebab for Breakfast, ho stabilito che nelle atmosfere me la ricordava davvero molto - una serie molto carina e divertente, che vi consiglio nel caso non l'abbiate mai vista. Viene sempre mantenuto un buon equilibrio tra commedia e romanticismo, facendo sì che anche nei momenti più intensi non si rischi di far salire alle stelle i livelli di diabete. La narrazione, inoltre, segue un ritmo altalenante che mantiene sempre desta l'attenzione dello spettatore.
Scrivimi Ancora è una storia che parla di scelte e delle conseguenze che queste possono avere sulla nostra vita, nel bene e nel male. Oserei dire anche del coraggio che queste scelte necessitano e dei motivi che ci spingono a nasconderci, a vivere una vita che ci rende infelici quando sarebbe stato così semplice allungare la mano e afferrare ciò che realmente desideravamo. Inutile dire che avrei preso a calci nel sedere i protagonisti per più della metà del tempo, che ci volete fare - sono un tipo alquanto passionale. In effetti, i due protagonisti dimostrano una certa ingenuità di fondo che, se da un lato mi ha terribilmente urtato il sistema nervoso, dall'altro devo ammettere risulti molto verosimile. Per quanto certe faccende, forse, avrebbero potuto essere risolte più velocemente e con meno complicazioni - ma soprattutto senza rischiare un mio ricovero immediato nel reparto psichiatrico dell'ospedale più vicino.
I due attori protagonisti sono assolutamente perfetti insieme, si avverte sul serio la chimica e il trasporto emotivo, sintomo del loro impegno nell'interpretare al meglio i rispettivi ruoli - credo di essermi definitivamente innamorata di Sam Claflin in questo film. Plaudo soprattutto all'interpretazione di Lily Collins, non tanto perché pensi sia più brava del collega, ma perché la sua Rosie è così adorabile da rendere impossibile a chiunque non affezionarsi. Così vera in tutte le sue incertezze, nei suoi sbagli, nei suoi sorrisi e nei suoi pianti; una donna in cui potersi immedesimare, da poter comprendere e di cui prendere le parti.
Perfetti anche i personaggi secondari, chi divertente e chi odioso - per esempio, giusto per fare un nome a caso, Bathany, a cui ho augurato con tutto il cuore di essere investita da un camion.
Dite che esagero?
Aspettate di conoscerla, e poi vedremo se non la odierete almeno la metà di quanto l'ho odiata io.
Oltre a ciò, all'intera storia fa' da sottofondo un revival dei grandi successi musicali degli ultimi dieci-quindici anni, che sicuramente renderà felici tutti i nostalgici.
In conclusione, per non tirarla troppo per le lunghe, è un film che vi consiglio di tutto cuore: a chi ama le commedie romantiche, ma anche no, perché storia che si adatta perfettamente ad ogni palato - per esempio, è piaciuta anche ad una mia amica che in generale le detesta. Quindi non perdete altro tempo e fatemi sapere cosa ne pensate, o condividete con me la vostra opinione nel caso l'abbiate già visto!

Buona Visione!

Tatiana & Alexander

giovedì 13 novembre 2014
Tatiana & Alexander (The Bridge to Holy Cross) è un romanzo del 2003 di Paullina Simmons, edito da HarperCollins. In Italia, il libro è stato prima pubblicato dalla Sonzogno, e successivamente in edizione tascabile dalla BUR. E' il sequel de Il Cavaliere d'Inverno.

Avvertenze: Trattandosi, come già detto, di un sequel, dovrò dare per scontato che chiunque si appresti a leggere questo post abbia quantomeno letto Il Cavaliere d'Inverno. In caso contrario, statene alla larga se volete evitare spoiler - e andate immediatamente a rimediare leggendo il precedente! Lettore avvisato, mezzo salvato.

La storia riprende precisamente dall'epilogo de Il Cavaliere d'Inverno: Tatiana, dopo un viaggio terribile, è finalmente riuscita a raggiungere l'America e a partorire il suo bambino, Anthony. La vita e le persone, benché rinchiusa in una stanza dell'ospedale di Ellis Island, le appaiono così diverse da spaesarla, e la gioia viene offuscata dalla sofferenza per la perdita recente di suo marito, Alexander.
Eppure Alexander è vivo, prigioniero in quella stessa Unione Sovietica dalla quale tanto a lungo aveva tentato di fuggire. Convincere Tatiana della sua morte era stato l'ultimo sacrificio compiuto in nome del suo amore per lei e per quel figlio che, probabilmente, non potrà mai vedere. Ormai senza speranza alcuna, Alexander non rinuncia però a lottare e la situazione prende una piega decisamente inaspettata...

E' difficile esprimere un giudizio quando un libro si è impresso così profondamente dentro di me, come è stato per Il Cavaliere d'Inverno. Ben pochi sono stati i romanzi che nella mia vita mi hanno scatenato simili sensazioni, una sorta di malessere, misto ad eccitamento, con appena un pizzico di malinconia. Tatiana e Alexander sono due personaggi che, nel bene o nel male, non si riesce a dimenticare, così come la loro storia. Mi ci è voluto del tempo per riuscire a leggere questo secondo capitolo, sia perché il primo mi aveva lasciata devastata, che perché volevo assolutamente che nel momento in cui l'avessi iniziato non dovessi preoccuparmi d'altro se non di portarlo a termine. Ci è voluto del tempo, come dicevo, perché la vita è corsa frenetica, anche troppo, e gli impegni che si accavallavano l'uno sull'altro mi hanno costretta troppo a lungo lontano, ben due anni. In compenso, posso dire che quando l'ho finalmente avuto tra le mani ed ho cominciato a leggerlo, me lo sono goduta dalla prima lettera all'ultimo punto.
Se ne Il Cavaliere d'Inverno ogni avvenimento, ogni respiro, ogni gesto compiuto dai personaggi era amplificato e reso quasi isterico dalla guerra, in Tatiana & Alexander le cose sono alquanto diverse: da un lato abbiamo Tatiana, sana e salva in America, dedita alla cura del figlio e vittima di una cupa depressione a causa della perdita del suo unico amore, la cui vita scivola lenta come melassa e povera, almeno inizialmente, di avvenimenti particolarmente rilevanti; dall'altro Alexander che, preda della polizia segreta sovietica, si divide tra l'inferno del suo presente e quello del suo passato. Ho molto apprezzato come l'autrice abbia dedicato molto di questo libro ad Alexander, a farci scoprire il suo tragico passato, da quando era appena un bambino fino all'incontro con Tatiana, di cui vengono ritratteggiati i momenti salienti.
Oltre a ciò, mi è molto piaciuto conoscere nei dettagli la vicenda dei suoi genitori, Harold e Jane, della loro utopia disillusa - ricordo una frase da Il Cavaliere d'Inverno, che mi pare venga utilizzata anche qui, che recitava all'incirca "Era di moda tra le famiglie benestanti professarsi comunisti". E' una scelta importante quella compiuta dai coniugi Barrington, abbandonare la propria terra, tutti gli agi, gli amici per seguire fino in fondo il proprio ideale. Da un certo punto di vista, sono anche da ammirare, perché non molti avrebbero avuto lo stesso coraggio. D'altra parte, c'è la dura realtà con cui si trovano a convivere in Unione Sovietica, il sospetto che cala su di loro come la scure affilata di un boia. E quando Jane, in un ultimo e disperato tentativo, tenta inutilmente di salvare la vita del figlio, la loro condanna a morte viene definitivamente siglata. Non ci saranno addii, né processi, la loro pena viene decisa in maniera arbitraria, senza che nulla possa essere fatto. Ed su un treno diretto ad un campo di prigionia, che Alexander trova la sua via di fuga, quella che lo condurrà a cambiare la sua identità, a conoscere Dimitri, a progettare la sua fuga attraverso la Finlandia, a Dasha, alla guerra e, infine, a Tatiana. La piccola e ingenua ragazzina che, col suo amore primo amore, aveva salvato l'anima dannata di un povero soldato.
"Un giorno ci incontreremo a Lvov, io e il mio amore..."
Parallelamente alle vicende di Alexander, che ci condurranno nella guerra contro i tedeschi e ad inaspettati incontri, seguiamo quelle Americane di Tatiana. In principio i capitoli a lei dedicati sono molto brevi e piuttosto distanziati nel tempo, a simboleggiare, secondo me, come il dolore possa portare una persona a cristallizzarsi nel tempo. C'è però una parte di lei, una vocina che la incita a vivere, a non rendere vano il sacrificio di Alexander. Ciò non la risparmia però da un perenne senso di colpa e dal bisogno di cercare il viso di Alexander in quello di ogni uomo incontrato per strada, cosa che la condurrà a situazioni decisamente poco piacevoli. Finché un giorno, all'improvviso, una scoperta le illumina la mente e il cuore, instillando in lei il  dubbio: e se Alexander non fosse morto davvero?
Il ritmo della narrazione è incalzante, non l'ho trovato mai noioso o troppo veloce, tutto è stato trattato col giusto riguardo ed i giusti tempi. Anche i momenti in cui si ripercorrono alcune tappe fondamentali de Il Cavaliere d'Inverno, al contrario di alcuni pareri che ho potuto leggere, non sono stati ripetitivi, ma erano anzi necessari a concludere l'arco della vita di Alexander. Ammetto che qui non si raggiungono i picchi di intensità - per non dire cupa disperazione - che venivano toccati ne Il Cavaliere, ma il livello di tensione resta sempre molto alto nel lettore. Oltretutto, bisogna dire che la Simmons, al contrario di molti altri, è una che sa scrivere e scrivere bene.
Sono stata ben contenta dell'inserimento dei nuovi personaggi, in particolar modo quelli newyorkesi, ma anche i russi non se la sono cavati male - vi ho già accennato al sorprendente incontro che Alexander farà una volta superato il ponte di Santa Croce?
Ovviamente, non mancano gli antagonisti, ed uno in particolare che non avevo visto neanche arrivare, nonostante, col senno di poi, debba ammettere di essere stata molto ingenua a non sospettarne prima. Ed inoltre, ci saranno dei cameo di alcuni personaggi già visti e conosciuti, tra cui il colonnello Stepanov, che ho davvero apprezzato tantissimo.
La crescita compiuta dai due protagonisti è assolutamente verosimile: è evidente che l'autrice abbia cercato di mantenere una certa coerenza, per quanto le circostanze abbiano reso inevitabile il cambiamento. In particolar modo nel finale, di cui non voglio anticiparvi nulla, l'impatto che questi eventi drammatici hanno avuto sulla loro psiche si manifesteranno in maniera evidente, attraverso atteggiamenti più duri, più spietati, più aggressivi. Ma di certo, nessuno si aspetterebbe mai che da simili esperienze se ne esca senza neanche una cicatrice.
Insomma, Tatiana & Alexander è un libro che vi consiglio di tutto cuore, nella speranza che possiate amarlo almeno la metà di quanto l'ho amato io - ovviamente, è consigliata la lettura de Il Cavaliere d'Inverno e Tatiana & Alexander in questo ordine, essendo i due, a mio parere, praticamente indivisibili. Non credo ci sia molto altro da aggiungere, se non che sono sicura che non ve ne pentirete, perché sono libri che difficilmente non vi toccheranno l'anima. Oltretutto, l'ambientazione storica è molto accurata, nel caso qualcuno se ne preoccupasse, e mi risulta che anche gli avvenimenti citati siano piuttosto attendibili. Non lasciatevi spaventare dalla mole di pagine e date a questa perla una possibilità.

Buona lettura!

Dracula Untold

sabato 8 novembre 2014
Dracula Untold è un film del 2014 diretto da Gary Shore, con Luke Evans, Sarah Gadon, Charles Dance, Dominic Cooper, Samantha Barks. Secondo quanto dichiarato dalla casa di distribuzione, questo film segna l'avvio del reboot del franchise dei mostri della Universal Pictures - ricordiamo film famosi come Il gobbo di Notre Dame(1923) e Il fantasma dell'opera(1925) con Lon Chaney; Dracula(1931) con Bela Lugosi, La moglie di Frankenstein(1935) e Il gatto nero(1934) con Boris Karloff; più di recente rammentiamo la serie de  La Mummia diretta da Stephen Sommers e Van Helsing, ma anche The Wolfman con Benicio del Toro.

La storia narra delle origini di Dracula, in maniera molto diversa rispetto a quella a cui siamo abituati. L'Europa è sconvolta dall'avanzata dell'esercito ottomano, e in Transylvania molti bambini vengono fatti prigionieri e istruiti all'arte della guerra. Tra di loro vi è anche Vlad, conosciuto come l'impalatore, il quale, una volta cresciuto, per allontanarsi dalle atrocità commesse sui campi di battaglia, decide di far ritorno nella sua terra e tentare di proteggere il suo popolo dalla minaccia turca.
Circa dieci anni dopo, il principe Vlad è un uomo rispettato e ammirato dai suoi sudditi, amato dalla moglie e dal figlio. Un giorno, durante una ricognizione con i suoi uomini, viene ritrovato il cadavere di un soldato turco, la cui morte viene attribuita alla inquietante e pericolosa creatura che dimora sulla montagna. Un essere malvagio, che si nutre del sangue e della vita degli uomini e domina l'oscurità. Vlad gli sfugge solo per miracolo e il suo pensiero viene immediatamente accantonato da un fatto ben più grave: Maometto secondo ordina 1000 giovani da istruire per le sue fila di soldati. In un primo momento, Vlad tenta di trattare con l'amico d'infanzia, ma quando egli si spinge oltre, chiedendo addirittura che gli venga affidato il figlio, capisce di non avere scampo. Ma il desiderio di proteggere la sua famiglia ha la meglio su qualsiasi altra cosa, e Vlad si ritrova a disubbidire a Maometto, con conseguenze ben prevedibili. Tutto sembra perduto, poiché egli non possiede un esercito tanto potente da poter contrastare quello turco. Decide così di sacrificarsi, tramutandosi nel mostro che ogni uomo su questa terra avrebbe temuto...

Nel 2007, la Universal Pictures aveva ingaggiato il regista Alex Proyas per dirigere Dracula: Year Zero, le cui riprese si sarebbero svolte in Australia. Successivamente, la Universal interruppe le trattative con Proyas, ingaggiando Sam Worthington per il ruolo del protagonista (già visto in Avatar e Terminator Salvation).  Nel Febbraio 2012, mentre veniva annunciato il nome di Gary Shore come possibile regista, contemporaneamente la Universal chiuse il contratto con Worthington.
Ad Aprile 2013 Luke Evans fu scritturato come sostituto per il ruolo di Vlad l'impalatore, mentre nel Maggio dello stesso anno venne annunciato che il film sarebbe stato girato nell'Irlanda del Nord. Le riprese sono ufficialmente iniziate il 5 Agosto 2013.

Il primo trailer ufficiale è stato diffuso il 24 Giugno 2014, mentre l'uscita, programmata nelle sale statunitensi per il 17 Ottobre, venne anticipata al 10. In Italia i film è stato distribuito il 30 Ottobre 2014.

Il 2 Ottobre 2014, la producer Alissa Phillips, durante la premier in UK, ha dichiarato che ci sono buone possibilità che al film venga dato un sequel.

Incredibile, riesco a parlarvi di un film appena una settimana dopo averlo visto!
Sto proprio migliorando, non c'è che dire.
A dirla tutta, Dracula Untold mi ha scatenato sensazioni contrastanti. Da un lato, le cose che mi sono piaciute, mentre dall'altro, quelle che ho trovato irrimediabilmente trash.
Ma andiamo con ordine.
In primo luogo, c'è da dire che se siete dei puristi del mito di Dracula, questo non è assolutamente il film adatto a voi. Ci sono molti cambiamenti, anche sostanziali, che se a me non hanno disturbato più di tanto, mi rendo conto che più d'uno trovandoseli davanti potrebbe storcere il naso o peggio.
Al contrario del film del 1992 di Francis Ford Coppola, che aveva delle atmosfere decisamente sensuali e conturbanti, Dracula Untold punta a colpire maggiormente il pubblico del drama action, un po' epico. Il personaggio di Vlad viene trattato dagli sceneggiatori coi guanti di velluto, se mi passate l'espressione: al contrario di quella che è la realtà storica, qui l'impalatore viene dipinto come un uomo dall'animo nobile, amabile e pronto al sacrificio, non un sadico psicopatico. Non che non sia possibile che con le persone a lui vicine e care non potesse comportarsi in questo modo, ma i libri di storia, come ben sappiamo, lo dipingono molto diverso.
Ad ogni modo, il personaggio interpretato da Luke Evans è sicuramente molto affascinante - non so gli altri che lo hanno visto, ma io ho passato metà del film a sventolarmi! - e lui si è molto calato nella parte, rendendolo estremamente reale e passionale - non si nota che mi sono presa una leggerissima cotta per lui, vero?!
Tutti gli attori, comunque, si dimostrano molto bravi nella loro parte: da Dominic Cooper, che interpreta un malvagio, spietato e calcolatore Maometto II; per passare a Charles Dance, la cui creatura che vive nell'oscurità della montagna è l'unica nota un po' horror del film; per finire con Sarah Gadon, che impersona la giovane e innamorata moglie di Vlad - che oltre all'invidia selvaggia, ha scatenato anche il mio lato da indomita fangirl.
Tornando alle cose che non mi sono piaciute, devo dire che secondo me gli autori hanno un po' esagerato nelle doti sovrannaturali di Dracula dopo la trasformazione... insomma, sembrava quasi un supereroe - per certi aspetti mi ha persino ricordato un po' Thor! E poi, certe cose erano davvero troppo eccessive: tipo lui solo contro un esercito di mille uomini, e non sto a dirvi chi è che ha avuto la meglio. Dissacrante l'immagine di tutti quei corpi impalati come regalo al sultano.
Mi è piaciuto che abbiano lasciata inalterata la tradizione che vuole la trasformazione avvenga dopo aver bevuto a tua volta il sangue di vampiro, anche se è stata alquanto raccapricciante da guardare. Un po' così è invece la battaglia finale, anche se il sacrificio compiuto da Vlad è sicuramente ammirevole ed emozionante - fino alla fine, salvare il figlio resta la sua principale priorità -, la scena in sé mi ha lasciata un po' meh. Davvero troppo trash, scusatemi.
Poi c'è stato il finale.
Non potete neanche immaginare quanto mi sia piaciuto il finale!
Giuro, mi ha così presa che ho gridato a gran voce - e non per modo di dire - il mio bisogno di avere un sequel al più presto. Davvero romantico e intenso, con questo bel richiamo al Dracula di Bram Stoker, ma allo stesso tempo misterioso, pieno di suspance. Mi sono quasi strappata i capelli dal nervoso!
Insomma, è un film che consiglio?
Nì.
Tutto dipende dall'animo con cui l'affrontate: se andate al cinema come me, senza nessuna aspettativa, potreste anche rimanerne piacevolmente sorpresi (perché, effettivamente, alcune cose erano degne di nota); altrimenti, se cercate un capolavoro, di certo qui non lo troverete, anzi, rischiereste solo di subire una cocente delusione.

Buona Visione!

N. Y. Komachi

martedì 4 novembre 2014

N. Y. Komachi è un manga del 1986 di Waki Yamato, già nota in Italia per Una ragazza alla moda.

La storia è ambientata durante l'epoca Meiji, in una delle prime fasi di modernizzazione del Giappone. Shino è una ragazza di circa sedici anni che, fino a quel momento, è vissuta in tutto e per tutto come un uomo, essendo lei l'unica erede della scuola di arti marziali della famiglia Konohana. Tuttavia, quando dal secondo matrimonio del padre nasce inaspettatamente un maschio, a Shino viene imposto di ritornare a quella che sarebbe dovuta essere la sua condizione naturale di donna e perdere allo stesso tempo tutti i privilegi di cui aveva goduto fino a quel momento.
Ovviamente, la ragazza si dimostra tutt'altro che ben disposta e decide, anche a seguito di una inaspettata proposta di matrimonio, di scappare di casa. Il suo sogno è quello di recarsi a New York, l'unico posto in cui le sembra possibile di poter vivere in piena libertà, almeno secondo ciò che le racconta uno sconosciuto straniero. Durante la fuga, però, qualcosa va storto e la giovane Shino si ritrova sull'isola di Ezo, dove gli occidentali stanno aiutando i giapponesi a ripopolare il luogo e ad apprendere nuove tecniche di coltivazione. Qui incontra un inglese che le promette di portarla a New York, a patto che riesca a diventare una perfetta Lady. Shino accetta la sfida, anche se le cose si riveleranno molto meno semplici di quanto avesse immaginato. Oltre a ciò, si troverà nuovamente faccia a faccia con lo straniero che le aveva parlato di New York...


In Giappone il manga è stato edito dalla Kodansha, serializzato sulla rivista Shoujo Friend.
In Italia la pubblicazione è iniziata nel Settembre 2010, ad opera della GP Publishing, in una edizione da fumetteria con sovraccoperta.
Il manga è concluso in otto volumi.

Avevo già ampiamente apprezzato Waki Yamato nella sua opera precedente, Una ragazza alla moda - di cui spero di parlarvi, quando avrò l'occasione di rileggerla -, e devo dire che con questa non smentisce affatto la sua bravura. Premesso che, per il mio personalissimo gusto, la storia di N. Y. Komachi è leggermente inferiore, rimane comunque un manga godile, un must have per tutti gli appassionati di shoujo.
L'intreccio è gestito bene, con situazioni brillanti e, spesso, ai limiti dell'assurdo. I protagonisti sono tutti ben caratterizzati, mentre i personaggi secondari sono, forse, a volte trattati con un po' di superficialità - simpaticissimo il personaggio del gatto Poteji, con il suo Happy Come On!
Per quel che riguarda la storia d'amore, mi dispiace dirlo, ma per me tocchiamo un tasto dolente. Dire che in più di un punto avrei preso a bastonate Daniel Irving è un eufemismo, non so davvero perché questa mangaka abbia la tendenza a dipingere i suoi protagonisti come anime candide predisposte al martirio. Già in una ragazza alla moda, come ben saprà chi l'ha letto, si arriva ad una esasperazione unica, ma qui si esagera! Sul serio, a volte Daniel mi sembrava proprio un deficiente, come diamine si fa' a comportarsi in un modo del genere?!
Mi scuseranno coloro che lo hanno amato, ma davvero io non lo potevo digerire in certi frangenti! C'è da dire, però, che anche Daniel ha i suoi momenti, pochi ma buoni.
Completamente diverso è invece il personaggio di Saburo, molto più deciso e autoritario. Di certo, alla fine dei conti lui non sarebbe comunque stato la scelta migliore per Shino, che avrebbe tentato di "domare" secondo le usanze maschiliste dell'epoca, con ben scarsi risultati. Quindi, alla fine dei conti, la scelta condotta dall'autrice è stata ben ponderata e anche moderna, rispetto ai tempi di cui si prestava a raccontare.
La narrazione presenta un po' di alti e bassi, soprattutto perché, all'incirca dopo il quarto o quinto volume, la storia poteva dirsi bella finita, mentre la Yamato ha deciso di allungare ulteriormente il brodo con varie complicazioni per la coppia protagonista - che poi sono quelle chi mi hanno reso Daniel insopportabile! Riacquista di valore e brio nell'ultimo volume, con l'inserimento di un nuovo, piccolo personaggio, ed un finale che mi ha persino un po' commossa.
Interessante è anche l'aspetto storico-sociale del manga, sia per l'accenno ai molti uffici amministrativi che vennero creati in Giappone per far fronte alla nuova presenza straniera, sia per constatare quanto l'atteggiamento di queste due culture non fosse, purtroppo, sempre quello di comprensione reciproca, soprattutto per quel che riguarda le coppie miste.
Il tratto dell'autrice è quello tipico degli anni '70: piacevole, morbido e anche ricco, quando si tratta di disegnare i vari abiti e acconciature di Shino - a me piace moltissimo!
Piccolo appunto all'edizione italiana che, non so se sia stato perché a me è capitata una copia fallata, ha cominciato a perdere le pagine in un volume, cosa che non mi era mai accaduta con nessun albo!
Detto ciò, non posso far altro che consigliarvi questo fumetto, perché divertente e intelligente, romantico senza mai esagerare, con una protagonista tutto pepe che ve ne farà passare delle belle!

Buona Lettura!

Colpa delle Stelle

Colpa delle Stelle (The Fault in our Stars) è un film del 2014, tratto dall'omonimo romanzo di John Green.
Tra gli attori troviamo Shailen Woodley, Ansel Elgort, Laura Dern, Nat Wolff, Sam Trammel e Willem Dafoe.

Hazel Grace Lancaster (Shailen Woodley) è una ragazza malata di cancro terminale alla tiroide con metastasi ai polmoni, viva grazie ad un farmaco sperimentale che pare abbia fatto effetto solo su di lei. Spinta dalla madre che la crede depressa, Hazel inizia a frequentare un gruppo di supporto nella Chiesa della sua città. Qui conosce Augustus (Ansel Elgort), sopravvissuto ad un osteosarcoma e in fase di remissione.
Tra i due si crea immediatamente un'intesa, anche se in un primo momento Hazel tenterà di frenare il trasporto che Augustus prova nei suoi confronti. Durante un viaggio ad Amsterdam, tuttavia, una serie di eventi porteranno la giovane a riflettere e a prendere la decisione più giusta per la sua felicità.

La maggior parte delle riprese si sono svolte nella zona di Pittsburgh, Pennsylvania, dal 26 Agosto 2013 fino al 10 Ottobre dello stesso anno. Da lì la produzione si è spostata ad Amsterdam, dove le riprese sono iniziate il 14 Ottobre e finite il 16.

La premier si è svolta a New York il 2 Giugno 2014, mentre il film è stato rilasciato nelle sale statunitensi il 6, primo posto al boxoffice durante il weekend con un incasso di $48'002'573.

In Italia la pellicola è stata presentata in anteprima nazionale il 31 Agosto 2014, mentre l'uscita è avvenuta il 4 Settembre.

E poiché io arrivo sempre per ultima, eccomi qui a parlarvi del film Colpa delle Stelle.
Ora, immagino che la maggior parte di coloro che leggeranno, con tutto il bombardamento mediatico di cui sono stati oggetto, ne avranno più che abbastanza, ma sono sicura che la mia opinione in merito non possa aggravare la situazione.
Ebbene, io ho visto questo film due volte, la prima in lingua originale e la seconda in italiano. In realtà, a differenza di molti altri, io non avevo mai letto il libro, ma da brava pecorella, presa dalla curiosità, ho deciso di guardare il film e non ne sono rimasta delusa.
Ho letto e ascoltato molte critiche sul web, rivolte principalmente al fatto che con la tematica scelta, l'autore non volesse far altro che puntare alla facile commozione del pubblico. Non che in parte non sia d'accordo, ma credo anche che sia difficile trattare di una malattia come il cancro e aspettarsi qualcosa di molto diverso - chissà cosa poi si aspettassero, non lo saprei dire.
Personalmente, ho trovato che tutto sia stato gestito molto rispettosamente, anche con una certa dose di humor e cinismo, e con dei personaggi, soprattutto quello di Augustus, decisamente carismatici. Mi è piaciuto il modo in cui viene affrontata la storia d'amore tra i due protagonisti, non con un accento esclusivamente drammatico, ma come la maniera grazie alla quale i due ragazzi riescono a riscoprirsi, non più solo come malati, a ritrovare sé stessi in quanto persone. E' principalmente Gus ad aiutare Hazel in questo percorso, fatto di sorrisi rinati, ma anche di delusioni, di speranze disattese, di inevitabile sofferenza, perché, come ci viene più volte detto, quest'ultima non va evitata, piuttosto necessita di essere sentita.
Ammetto di aver trovato la parte finale, dopo il viaggio ad Amsterdam, molto toccante, anche se non ho mai pianto. Mi è molto piaciuto il personaggio dell'amico di Gus, di cui adesso ovviamente non ricordo il nome, protagonista di alcune tra le scene più divertenti. Anche il finale, che non era affatto quello che mi aspettavo quando ho cominciato la visione, devo dire che mi ha decisamente soddisfatta. Willem Dafoe interpreta qui un personaggio estremamente controverso, odioso quasi sotto ogni punto di vista, se non per quello più importante e che alla fine induce chiunque a giustificarlo almeno un po'. Ed è proprio lui, alla fine, a portare il sollievo sperato, facendosi per una volta messaggero di parole non sue.
Insomma, direi che, a conti fatti, il mio giudizio su Colpa delle Stelle è del tutto positivo. Tuttavia, non si tratta probabilmente di un film che consiglierei a chiunque indiscriminatamente, piuttosto a chi come me cerca qualcosa di romantico, ma che abbia spessore, un film in cui, nonostante tutti i dolori patiti, al termine si riesce comunque a trovare un pizzico di speranza.

Buona Visione!

Febbre da Drama (Parte Due)

domenica 2 novembre 2014
Invincible Lee Pyung Kang
Trasmesso nel 2009 dalla rete KBS2, è composto da 16 episodi. Nel cast troviamo Nam Sang Mi, Ji Hyun Woo (già visto in Queen In Hyun's man qui) e Seo Do Young.

La trama si dipana su due linee temporali, una nel passato, con protagonisti una principessa senza regno e un povero imbroglione, e una nel presente, dove vediamo un giovane ricco arrogante ed una ragazza che tenta in ogni modo di realizzare il sogno del padre defunto. Questi due, Woo Ohn Dal e Lee Pyung Kang, non sono altro che le reincarnazioni della principessa e del'imbroglione, destinati ad incontrarsi in ogni loro vita.
Così seguiamo le loro vicende tra passato e presente, tra regni da salvare ed un amore che merita finalmente di avere un lieto fine.

Una commedia sentimentale, a tratti piuttosto demenziale, che è stato davvero un piacere guardare. Soprattutto per quanto riguarda Ji Hyun Woo, la cui interpretazione estremamente diversa da quella in Queen In Hyun's Man mi ha quasi fatto credere si trattasse di un'altra persona.
Ma tornando al Drama, direi che è assolutamente consigliato a chi cerca qualcosa di leggero, ma non per questo stupido. Una trama frizzante, con complotti da sventare, folli personaggi ed una storia d'amore piuttosto bizzarra rispetto a quelle che siamo abituati a vedere.
Personalmente, ho amato in modo particolare la parte della storia ambientata nel passato, molto spassosa, con il rapporto che si instaura tra la principessa Pyung Kang e Ohn Dal, divenuto suo malgrado generale dell'esercito del regno. Di certo, non un compito facile per un codardo come lui.

Goong
Drama del 2006, trasmesso dalla MBC in 24 episodi + uno speciale. Tra gli attori troviamo Yoon Eun Hye (già vista in Coffee Prince qui), Joo Ji Hoon, Kim Jung Hoon, Song Ji Hyo.

La storia è ambientata in una fittizia Corea unita e governata da una monarchia costituzionale. Il principe ereditario Lee Shin, a causa di una serie di eventi, è costretto dalla famiglia a sposarsi. Tuttavia, quando la ragazza che ama rifiuta la sua proposta, la sua scelta ricade sulla fanciulla alla quale, per un giuramento fatto da suo nonno, è promesso fin dalla nascita.
Shin Chae Kyung è una ragazza normale, un po' pasticciona e assolutamente inadatta a diventare una principessa. Eppure destino vuole che sia proprio lei la la promessa sposa del principe, nozze che si ritroverà costretta ad accettare a seguito di un grave debito economico contratto dalla sua famiglia.
A questo aggiungiamo il principe Lee Yul, figlio del precedente sovrano, tornato improvvisamente dopo quattordici anni di esilio volontario assieme alla madre in Inghilterra. Ed infine, a conclusione di questo intricatissimo quadrangolo, Min Hyo Rin, fidanzata del principe ereditario Shin e promettente ballerina, che, nonostante l'iniziale rifiuto, deciderà di non arrendersi di fronte al matrimonio con Chae Kyung.
La situazione si complica ulteriormente quando a palazzo si insinua anche la madre di Yul, la quale ha un piano ben preciso per riappropriarsi di ciò che crede la famiglia reale abbia ingiustamente strappato a lei a al figlio...

Come sempre sono una vera frana a riassumere le trame, ma abbiate pazienza.
Goong è un Drama che all'epoca della sua messa in onda ebbe un grandissimo successo in Corea, a mio parere più che meritato. Certo, la trama ha decisamente un'impronta adolescenziale e magari certi twist erano perfettamente prevedibili, ma non posso farci niente se la storia di Shin e Chae Kyung ha scatenato il lato bimbaminkia che è in me come poche altre. Ovviamente nel senso più affettuoso del termine, s'intende!
Ho letto diversi commenti che lo definivano un passaggio obbligatorio per ogni doramista che si rispetti, e non potrei essere più d'accordo, perché complice anche l'ambientazione, tutto assume una connotazione molto originale rispetto al solito. Giovani ragazzi che si trovano a dover affrontare situazioni ben oltre le loro capacità: ogni parola, ogni gesto da loro compiuto viene amplificato e distorto a causa del loro ruolo spicco da loro ricoperto; ogni singolo scabroso dettaglio della loro vita privata dato in pasto ai media. Le cose non potrebbero andar peggio, insomma!
Il tutto reso ancora più intricato da un complesso intreccio amoroso, che riguarda non solo i giovani protagonisti, ma anche gli adulti, con una antagonista così odiosa che l'avrei volentieri presa a martellate sulle gengive per gran parte del tempo. Però, nonostante tutto, Shin e Chae Kyung trovano comunque la forza di crescere, di lottare e andare avanti. Mi è piaciuta soprattutto l'evoluzione del personaggio del principe Shin, che ho apprezzato sempre più ad ogni puntata - per chi l'avesse visto: quanto mi è piaciuta la scena dell'intervista, Aaaah!
Di tutt'altra pasta il principe Yul, che ho trovavo piacevole all'inizio, ma che col tempo si è rivelato sempre più lagnoso. Anche Chae Kyung trovo perda un po' di verve nelle puntate finali, mentre Hyo Rin, che volete da me, non l'ho mai digerita.
Il Drama, in generale, parte con i toni di una commedia, fino a toccare punti molto più cupi e tragici, soprattutto per quel che riguarda la sorte di Shin.
...vi ho già detto quanto mi sia piaciuta l'interpretazione di Joo Ji Hoon?
Insomma, consigliato a chi ama le storie romantiche, gli intrighi di corte e, fondamentale, l'angst.

Personal Taste
Dorama della MBC trasmesso nel 2010 in 16 episodi. Tratto da un romanzo di Lee Sae In, come attori troviamo Lee Min Ho (visto in Boys Over Flowers qui), Son Ye Jin, Kim Ji Suk, Wang Ji Hye e Ryu Seung Ryong.

La storia, come al solito, inizia col presentarci le vite separate dei due protagonisti; da un lato Jeon Jin Ho (Lee Min Ho) un affascinante e talentuoso architetto, vittima dei sotterfugi di un vecchio rivale; e dall'altro Park Gae In (Son Ye Jin), la quale, ingannata da quella che considerava la sua migliore amica, si ritroverà a presenziare al matrimonio di quest'ultima con... il suo fidanzato!
Ovviamente (e con mia immensa soddisfazione, aggiungerei) la cerimonia viene rovinata e Park Gae In è costretta a tornarsene a casa con la coda tra le gambe. Nel frattempo, Jin Ho è costretto dalle circostanze sfavorevoli a cercare un metodo alternativo per riuscire a vincere la gare per l'appalto di una importante struttura. A questo proposito, si recherà da Gae In per visitare la casa che suo padre, un famoso architetto, aveva costruito sul modello delle tradizionali case coreane. Inizialmente la ragazza lo scaccia, per rispettare la volontà del padre che non voleva assolutamente che qualcuno potesse rubare i segreti del suo progetto. Tuttavia, a causa di un improvviso problema economico, Gae In sarà successivamente costretta ad accettare Jin Ho come coinquilino, rassicurata dal fatto che lei lo crede gay...

Questo Drama è davvero tanto carino, soprattutto all'inizio, per tutte le situazioni esilaranti e al limite dell'assurdo che si creano a causa della presunta omosessualità di Jin Ho. Ma anche la convivenza non si rivelerà affatto facile, perché se da un lato Gae In è una ragazza estremamente disordinata e, oserei dire, zozzona; Jin Ho, al contrario, è una persona pignola ai limiti del sopportabile, che ama l'ordine e la pulizia.
Le cose inizieranno a complicarsi ulteriormente quando uno dei membri della commissione che dovrà valutare il lavoro di Jin Ho si rivelerà gay e il ragazzo, anche per non ferire i suoi sentimenti, almeno inizialmente deciderà di non rivelargli la verità. Oltre a ciò, Gae In gli si rivolgerà in cerca di aiuto, chiedendogli disperata di fare di lei una donna - divertentissimo il dialogo tra i due, soprattutto quando Jin Ho le risponde una cosa tipo "Sai cosa significa quando una donna dice ad un uomo parole del genere?".
Mi è piaciuto tantissimo il personaggio del direttore (Ryu Seung Ryong), la cui storia personale mi ha veramente toccato molto - oltretutto, una persona così buona e gentile non meritava davvero di soffrire così! Stronza di prima categoria è, invece, l'ex migliore amica di Gae In, che ha niente meno che il barbaro coraggio di presentarsi a casa della ragazza e accusarla di essere stata la causa del fallimento del suo matrimonio! Una persona terribilmente egocentrica, il cui unico scopo nella vita non è che cercare di appropriarsi di tutto quello che Gae In ha.
Ammetto di aver trovato le ultime puntate del Drama un po' pesanti, soprattutto quando entrano in gioco il passato di Jin Ho, il ritorno del padre di Gae In e le conseguenze che tutto questo, e molto altro, porterà alla loro relazione - i coreani riescono a ficcare l'angst veramente dappertutto, non c'è che dire! Ovviamente, si tratta pur sempre di una commedia sentimentale, quindi nessuna tragedia in vista, non preoccupatevi!
Ad ogni modo, questa commedia mi sento di consigliarla, sia per i siparietti super divertenti presenti all'inizio - dovuti soprattutto al collega di Jin Ho -, per quanto siano comunque basati principalmente su degli stereotipi; sia per il personaggio di Gae In, che è di certo molto diversa dalle protagoniste che troviamo di solito nei Drama. Una storia abbastanza leggera, che vi farà trascorrere delle ore spensierate e, perché no, potrebbe darvi anche qualche spunto di riflessione.

Secret Garden
Andato in onda nel 2010 sulla SBS, è composto da 20 episodi + uno special. Protagonisti Hyun Bin, Ha Ji Won, Yoon Sang Hyun, Kim Sa Rang, Lee Jong Suk, Yoo In Na, Lee Philip.

La storia racconta di Joo Won (Hyun Bin), un arrogante ed eccentrico CEO, e Gil Ra Im, una povera e sfortunata stuntwoman. I due si conoscono a causa di un malinteso sul set di un film,dove Joo Won scambia la ragazza per l'attrice protagonista e amante di suo cugino, l'Hallyu Star Oska. Quando si rende conto dell'errore, tutto sembrerebbe risolversi, se non fosse che Joo Won inizia a provare una inspiegabile attrazione per Gil Ra Im, la quale non si mostrerà molto felice di queste attenzioni. Oltre a ciò, una strana sequenza di eventi porterà anche ad uno scambio dei corpi tra i due...

Uno dei miei preferiti!
Un Drama dove si possono trovare tutti gli elementi tipici del genere, ma non per questo diventa confusionario o sgradevole. Mi ha appassionato tantissimo sin dalle prime puntate, dove avrei volentieri preso Joo Won a padellate nei cosiddetti per quanto mi dava ai nervi. Poi, fortunatamente, ha cominciato ad essere meno idiota, arrogante, viziato e odioso, così sono riuscita ad apprezzarlo di più, fino ad amarlo. Anche se, devo ammetterlo, il mio personaggio preferito in assoluto è stato Oska (Yoon Sang Hyun), nel quale vengono mischiati in modo eccezionale umorismo e anche una certa dose di dramma, soprattutto per quel che riguarda il rapporto con la sua ex fidanzata Yoon Seul (Kim Sa Rang) - ma quanto sono dolci insieme?!?
Gil Ra Im è sicuramente tra le migliori protagoniste che abbia incontrato, perché è una donna tosta, che sa quello che vuole e che non si lascia manipolare. Forse, a volte, un po' troppo sicura di sé, ma senza mai esagerare. Simpaticissima la sua coinquilina Im Ah Young (Yoo In Na, già vista in Queen In Hyun's Man qui), la quale è anche la protagonista di alcuni episodi alquanto esilaranti.
Bravissimi Hyun Bin e Ha Ji Won nelle loro interpretazioni, soprattutto durante lo scambio dei corpi - Hyun Bin è veramente un grande, in alcune scene mi ha fatto crepare dalle risate -, ma anche nei momenti di maggior tensione - qui con l'angst ci sono andati giù pesante!
Insomma, non ho molto altro da dire, se non che è un Drama bellissimo e che se non l'avete visto dovete farlo immediatamente, perché sono sicurissima che non ve ne pentirete. Una storia per tutti i gusti, che vi farà ridere, piangere ed emozionare, un vero capolavoro.

(Continua!)

La Signora delle Camelie

venerdì 10 ottobre 2014
La Signora delle Camelie (La Dame aux Camélias) è un romanzo di Alexandre Dumas (figlio), pubblicato per la prima volta in Francia nel 1848. Considerato il suo capolavoro e opera di maggior successo, è stato d'ispirazione per opere come La Traviata di Giuseppe Verdi.
Oltre a ciò, ricordiamo anche numerose trasposizioni cinematografiche, in particolar modo quella del 1936 Camille,  di George Cukor con Greta Garbo.

La storia narrata è quella dell'infelice amore  tra Armand Duval e la mantenuta più famosa di Parigi, Marguerite Gautier. Armand è un giovane borghese innamorato di Marguerite, con la quale, dopo un primo incontro disastroso, riesce finalmente ad instaurare una relazione.
La situazione della giovane, tuttavia, non è affatto semplice: soffocata dai debiti e malata, sembra quasi impossibile per lei riuscire a liberarsi della sua vecchia vita. Eppure tutto appare meno grave lontani dalla città, in un luogo dove vivere con serenità il loro amore. Ma la vita, si sa', non fa' sconti a nessuno e ben presto entrambi saranno costretti a pagare il loro debito per quel breve attimo di felicità...

Immagino anche i muri ormai conoscano le edizioni economiche della Newton Compton, sulle quali molti hanno storto il naso, ma che, sinceramente, non posso far altro che consigliare per il prezzo irrisorio e l'edizione tutto sommato decente.
Devo ammettere che non so bene cosa mi aspettassi da questa lettura, ma certamente non che mi piacesse a tal punto. Davvero, a parte forse alcune cose che, personalmente, non erano molto di mio gusto - come, ad esempio, il comportamento eccessivamente patetico di Armand nella primissima parte del romanzo -, l'ho trovato estremamente godibile, scritto molto bene e con una introspezione del personaggio maschile principale resa assolutamente credibile. Perché i comportamenti di Armand, che siano quelli impulsivi dettati dalla passione o meschini spinti dalla gelosia, sono sempre quelli che ti aspetteresti da una persona come lui, innamorato così follemente di una donna che, in cuor suo, teme non potrà mai essere completamente sua.
Poi abbiamo Marguerite, la quale vede in questo amore la redenzione della sua vita, la possibilità, forse, di riuscire a meritare il paradiso. Le ultime settimane dell'agonia prodotta dalla sua malattia mi hanno commosso, nel ritratto della sua cupa miseria e solitudine. Nessuno degli uomini che in vita si erano potuti vantare di averla amata si presenterà al suo capezzale, nessuna delle persone che da lei avevano ricevuto regali e denaro. E' nel momento della morte che ci si rende conto realmente di qual'era il nostro valore quando eravamo in vita e per la povera Marguerite non ci sono fiori o pianti, solo un letto in una casa posta sotto sequestro ed una tomba acquistata a tempo determinato.
La Signora delle Camelie è un romanzo che non concede speranze, e non solo perché l'autore ci dice cosa accadrà ai due innamorati sin dalla prima pagina. E' il mondo, con la sua stretta fredda e crudele, a non concederne. Il mondo della falsa morale e dell'opportunismo. Lo stesso mondo che ha condannato l'amore di Marguerite e Armand, che ne ha tratteggiato i contorni con le sue voci maligne, sporcandolo a tal punto da rendere impossibile a chiunque ripulirlo.
Una lettura che mi ha intristito ed amareggiato, soprattutto nell'ultima parte, dove non si riesce a fare a meno di provare pietà per quell'anima in pena di Marguerite Gautier, il cui nome e bellezza a lungo saranno ricordati nei salotti parigini. Ma il cui cuore puro, sarà per sempre il tesoro di un uomo soltanto.

Buona Lettura!

La ragazza del dipinto

mercoledì 8 ottobre 2014
La ragazza del dipinto (Belle) è un film del 2013 diretto da Amma Asante e con Gugu Mbatha-Raw, Tom Wilkinson, Emily Watson, Sam Reid, Penelope Wilton, Miranda Richardson, Tom Felton e Matthew Goode.

Il film è ispirato al dipinto del 1779 che ritrae Dido Elizabeth Belle con sua cugina Elizabeth Murray presso Kenwood House, e che venne commissionato dal loro zio William Murray. Si conosce molto poco della vita di Dido Belle, figlia illegittima di razza mista. Ad ogni modo, il dipinto è uno dei primi a ritrarre un soggetto che non fosse bianco sullo stesso piano di una aristocratico.

La storia ha inizio quando Dido è ancora piccola ed un uomo, fino a quel momento sconosciuto, le si presenta come suo padre naturale, decidendo, a seguito della morte della madre, di portarla con sé. In realtà, il capitano Sir John Lindsay sarà costretto, poiché in procinto di partire, ad affidare le cure della bambina allo zio, Lord Mansfield, che presiede la Suprema Corte del King's Beach.
Tuttavia, la condizione di Dido nella magione sarà tutt'altro che idilliaca, relegata ad uno stadio intermedio tra l'essere una schiava, una serva ed una giovane donna di buona famiglia. In questo ambiente, inoltre, conoscerà John Davinier, figlio del vicario e aspirante uomo di legge, che l'aiuterà ad aprire gli occhi sulla sua reale condizione e quella degli schiavi negri, sullo sfondo dello spinoso caso della nave Zong (conosciuto come il massacro della Zong).

Le riprese del film si sono svolte interamente nel Regno Unito, tra i mesi di Settembre e Novembre 2012. Presentato al Toronto International Film Festival, è stato distribuito nelle sale statunitensi il 4 Maggio 2014. In Italia dal 28 Agosto 2014.

Curiosità: Per il ruolo di John Davinier fu inizialmente scelto l'attore Sam Claflin, il quale fu però sostituito da Sam Reid a causa degli altri progetti in cui era impegnato.

Ok, è passato più di un mese da quando ho visto questo film al cinema e solo adesso riesco a sciverne un post.
Disonore su di me e sulla mia mucca.
Tuttavia, non ho potuto fare a meno di restare lontana dal blog così a lungo, considerato che sono stata violentemente risucchiata da quel vortice infernale che è l'università. Adesso che ne sono momentaneamente uscita, cercherò di riprendere tra le mani le redini della situazione.
Ad ogni modo, tornando al succo, col senno di poi tutto questo tempo è ben servito a che io potessi analizzare il film con più freddezza e cercare di esprimere un giudizio quanto più oggettivo mi sia possibile - partendo dal presupposto che sono un essere umano e quindi ciò è praticamente impossibile.
Dunque, cosa penso del film?
Che è carino, ma non imperdibile.
Mi dispiace dirlo perché amo il genere e gli attori sono tutti molto bravi, ma la verità è che mi ha lasciata un po' freddina. In particolare, ho notato un po' di differenze nella recitazione della protagonista rispetto a quella degli altri interpreti, che a mio parere non era allo stesso livello.
Avevo già conosciuto Gugu Mbatha-Raw principalmente per due ruoli, uno in Doctor Who, dove interpreta la sorella di Martha Jones, ed uno nel film di Tom Hanks Larry Crowne. Due interpretazioni non esattamente indimenticabili.
Eppure, ricercando in rete, ho scoperto che è stata la protagonista di alcuni spettacoli teatrali tratti da opere di Shakespeare, come Antonio e Cleopatra e Romeo e Giulietta. Oltre ad Ophelia nell'Amleto accanto a Jude Law.
La mia opinione, in realtà, è dovuta principalmente al fatto che la trovo molto rigida nella sua interpretazione, cosa che, tuttavia, potrebbe benissimo essere dovuta al carattere del personaggio che impersona o anche ad un doppiaggio che non rende affatto giustizia all'originale.
Detto ciò, ai posteri l'ardua sentenza di decidere della sua bravura.
Tornando al film, ho trovato molto interessante la parte legata al massacro della Zong, di cui non ero assolutamente a conoscenza e sul quale vi consiglio caldamente di andarvi ad informare. La strana condizione di stallo nella quale si trova a vivere Dido (parafrasando una sua battuta troppo al di sopra della servitù, ma troppo al di sotto del resto della sua famiglia) , la sua presa di coscienza e la presa di posizione. Ovviamente, non esistono prove attendibili riguardo l'implicazione nel processo che Dido ha nel film, nonostante ciò è plausibile che, nell'attuare la sua decisione, Lord Mansfield abbia maturato una coscienza in modo simile a quella che ci presenta l'attore Tom Wilkinson.
Aggiungo anche altre due note di merito: una a Sam Reid, per avermi fatto innamorare del suo John Davinier; ed una a Tom Felton, che nell'interpretare gli stronzi snob si rivela sempre eccelso - spero solo non si muri dietro questo stereotipo.
In conclusione, consigli questo film agli amanti del genere, che sicuramente sapranno apprezzarlo, ma anche a chiunque voglia aprire una finestra inusuale su quella che era la condizione degli schiavi durante il colonialismo britannico.

Buona visione!

Febbre da Drama (Parte Uno)

lunedì 8 settembre 2014
Durante il lungo, lunghissimo periodo in cui ho quasi totalmente abbandonato il blog, tra le molte cose che sono accadute, c'è stato anche il mio avvicinamento ai Drama asiatici, in particolare quelli Coreani. Dire che sono totalmente impazzita è un eufemismo: sono arrivata a passare tutto il santo giorno davanti al pc perché non riuscivo a staccarmi dal Drama che stavo vedendo... insomma, mi hanno alquanto preso!
In questo post vorrei fare una piccola panoramica di quelli che ho visto, da quando ho iniziato a Gennaio, fino ad oggi. Ne parlerò brevemente, anche perché, per fortuna, chi più chi meno, sono tutti stati assolutamente piacevoli da vedere.
Quindi bando alle ciance, e cominciamo!
Drama Sud-Coreani [ K-Drama ]
Boys Over Flowers
Drama Coreano del 2009 dal grande successo, tratto dal famosissimo Drama Giapponese Hana Yori Dango, vede pratonisti giovani attori oramai affermati nel panorama asiatico. Primo fra tutti Lee Min Ho, poi Ku Hye Sun, Kim Hyun Joong, Kim Bum, Kim Joon e Kim So Eun, oltre a molti altri attori importanti impiegati in ruoli di supporto. Il Drama è stato trasmesso sulla rete KBS ed è composto da 25 episodi, più uno special.

La trama tratta la vicenda di una ragazza, Geum Jan Di(Ku Hye Sun), figlia di una famiglia piuttosto povera che, a seguito del fortuito salvataggio di uno studente, riceverà la possibilità di poter studiare nell'istituto scolastico più prestigioso della nazione. Per la sua famiglia è la realizzazione di un sogno, peccato che ben presto Jan-Di si ritroverà a dover fare i conti con quella che è la realtà di queste scuole frequentate da giovani rampolli, e a dover affrontare i più famosi e temibili tra loro: gli F4 e il loro leader Gu Jun Pyo(Lee Min Ho).

Questo è stato in assoluto il mio primo Drama Coreano, che ho nettamente preferito, mi perdoneranno i fan, alla versione Giapponese, vista quasi due anni prima. In generale, a qualcuno di non abituato magari ad anime e manga o anche altri Drama, le situazioni qui presentate potrebbero sembrare paradossali e assolutamente improbabili, ma forse è proprio questo uno dei suoi fascini. In generale l'ho trovata una commedia fresca e appassionante, a tratti divertente, a tratti malinconica e con i suoi bei momenti drammatici che tanto piacciono agli sceneggiatori delle tv Coreane. Credo sia un buon punto di inizio per chiunque voglia approcciarsi a questi show televisivi, per me di certo lo è stato - sorvolando sui capelli inguardabili di Lee Min Ho.

Queen In Hyun's Man
Drama del 2012 trasmesso dalla rete tvN, è composto da 16 episodi. I due protagonisti sono gli attori Ji Hyun Woo e Yoo In Na.

Kim Boong Do (Ji Hyun Woo) è uno studioso che ha supportato il reintegro della regina In Hyun quale moglie del re Sukjong. Grazie ad un incantesimo, nel momento in cui si trova in pericolo di vita, viene catapultato 300 anni avanti nel futuro, nella Seul dei giorni nostri. Qui incontra un'attrice semi sconosciuta, Choi Hee Jin (Yoo In Na), la cui carriera ha subito una svolta inaspettata quando è stata scelta per interpretare in un Drama televisivo la regina In Hyun. Ma quando lei cercherà di aiutarlo, la storia inizierà lentamente a cambiare...

Questo Drama mi è piaciuto veramente tanto!
Partendo dal viaggio nel tempo, l'ambientazione storica da un lato e il modo in cui Kim Boong Do si approccia al mondo moderno dal'altro, non senza qualche difficoltà.
A me personalmente sono piaciuti quasi tutti i personaggi, li ho trovati molto simpatici, anche se magari un po' stereotipati in qualche loro atteggiamento. In particolare, ho trovato divertente il personaggio di Jo Soo Kyung, manager e amica di Hee Jin. Quest'ultima a sua volta davvero carina, piuttosto ingenua a volte, ma assolutamente adorabile. E cosa dovrei dire del personaggio di Kim Boong Do? Aaaaaah, quanto amore!! Oltretutto l'attore ha un paio spalle che quando le guardo mi fanno letteralmente impazzire! E loro due insieme sono veramente la dolcezza.
L'unica pecca è che forse, in alcuni punti, la trama risulta alquanto lacunosa e confusionaria, soprattutto per quel che riguarda gli eventi ambientati nel passato, ma credo sia un difetto su cui si può abilmente glissare. Assolutamente consigliato a tutti coloro che amano le storie romantiche, ma condite di una buona dose di azione e intrighi di corte.

You're Beautiful
Trasmesso nel 2009 dalla SBS, è composto da 16 episodi. Anche qui troviamo giovani celebrità, quali Jang Geun Suk, Park Shin Hye, Jung Yong Hwa, Lee Hong Ki e la giovane idol UEE. Da questo Drama sono state tratte una versione giapponese Ikemen desu ne (2011) ed una versione taiwanese Fabulous Boys (2013).

La giovane Go Mi Nyeo (Park Shin Hye) sta per realizzare il suo sogno più grande: partire per Roma e finalmente prendere i voti come suora. Tuttavia, nel momento in cui si sta recando a prelevare il suo biglietto aereo, riceve la visita inaspettata di Ma Hoon Yi, manager del fratello Go Mi Nam. Questi le fa una inaspettata richiesta: fingersi Mi Nam e firmare al suo posto un contratto discografico per entrare a far parte del famosissimo gruppo degli A.N.JELL. In principio la ragazza rifiuta, ma poi si vede costretta ad accettare. Il giorno della firma del contratto, Mi Nam (Mi Nyeo) incontra non poche difficoltà con il leader della band, Hwang Tae Kyung (Jang Geun Suk), il quale non sembra ben disposto ad accettare la sua presenza. Ma i giochi sono fatti e tutto sembra tornare alla normalità, almeno fino a quando il manager Ma non le chiederà di fingersi Go Mi Nam ancora per un po'...

Questo è davvero un piccolo gioiellino!
Divertente, con una colonna sonora fantastica e una storyline da non sottovalutare. I personaggi hanno tutti un loro carattere ben delineato, resi in maniera tale che diventa assolutamente impossibile non affezionarsi. In particolare ho amato alla follia il personaggio di Hwang Tae Kyung, così vero con tutte le sue manie, le sue espressioni corrucciate (davvero buffe), il suo apparire duro all'esterno ma con in realtà un cuore di morbida crema all'interno... ops, forse ho confuso la descrizione! Vabbè, non per niente il popolo del web ha ribattezzato il suo personaggio Tronky!
Scherzi a parte, è davvero un Drama che vale. La sintonia che c'è tra i due protagonisti è perfetta e la loro storia così dolce, ma anche così straziante quando non riescono a capirsi, o quando il fato decide di metterci lo zampino (Angst a palate, gente!). Anche se bisogna passar sopra ai baci da prima elementare.
In conclusione, questo Drama lo consiglio davvero a chiunque, perché anche se c'è a chi la storia romantica potrebbe magari non piacere, essa viene comunque mantenuta in un'atmosfera di leggerezza tale da non renderla mai pesante, se non, forse, un po' nelle ultime due puntate - ma lì è assolutamente giustificato dalla trama.
P.S. Tenete conto che questa è una di quelle storie in cui tutti i personaggi maschili, senza un motivo apparente, corrono dietro alla protagonista. Doramista avvisato, mezzo salvato...

Coffee Prince
Drama del 2007 della MBC, composto da 17 episodi. Questo show fu trasmesso in estate ed ebbe un grandissimo successo in Corea, al punto che i luoghi delle riprese vennero ben presto affollati dai fan - ancora oggi, credo, vengono visitati dai doramisti più accaniti. I due protagonisti sono gli attori Yoon Eun Hye e Gong Yoo.

La vita di Go Eun Chan (Yoon Eun Hye) non è affatto semplice, costretta a praticare molti lavori per sostenere la propria famiglia. Choi Han Kyul (Gong Yoo), al contrario, è l'erede di una grossa compagnia, la cui immaturità è fonte di grande preoccupazione per la sua famiglia. La nonna, infatti, vorrebbe che si sposasse e per questo gli organizza molti incontri combinati. Eun Chan irrompe così nella sua vita e lui, scambiandola per un ragazzo, le propone di fingersi il suo amante gay e fare in questo modo scappare le sue agguerrite pretendenti. Disperatamente bisognosa di soldi, la ragazza accetta, fino a seguire Han Kyul nell'ultimo tentativo di sua nonna di renderlo un'adulto responsabile, ovvero l'apertura di un nuovo Coffee Shop. Trovandosi praticamente ogni giorno a stretto contatto, il rapporto tra i due inizia inevitabilmente ad approfondirsi, ma ciò ne rende anche i contorni sempre più confusi...

Come si fa a non amare un Drama che nei primi cinque minuti ti spiattella un Gong Yoo con solo un asciugamani addosso?
Non si può, semplice.
Soprattutto considerato che costui, oltre ad essere un figo pazzesco, è anche un attore eccezionale. Davvero, non credo ci siano parole per descrivere la sua interpretazione in questo Drama: il momento in cui Han Kyul è tormentato dai sentimenti che prova nei confronti di Eun Chan, impossibili da concepire perché lui non riesce ad accettare di poter essere gay, e il suo dolce e lento cedergli. Ovviamente, qui gli sceneggiatori hanno risolto il tutto con lei che in realtà è una ragazza, poiché, purtroppo, in Corea l'omosessualità non è ancora cosa ampiamente accettata. Ma ciò non deve comunque lasciarci sottovalutare il dramma umano di una persona che non riconosce più sé stesso, né i suoi desideri, perché non è facile scoprirsi d'un tratto diverso da come, per tutta la vita, ci si era immaginati.
In generale è proprio l'amore in ogni sua sfaccettatura ad essere al centro dell'attenzione: oltre alle due coppie protagoniste, molte altre ce ne vengono presentate, ognuna delle quali ci presenta una diversa sfumatura. Ma non solo l'amore romantico, anche quello che unisce una madre ad un figlio, due sorelle o degli amici. Insomma, la gamma di emozioni umane che ci troviamo ad osservare è veramente molto ampia ed interessante. Anche se, devo essere onesta, da come avevo sentito parlare di questo drama sembrava fosse un capolavoro assoluto, cosa che, a tutti gli effetti, non è. Non fraintendetemi: è davvero molto piacevole da guardare, per tutti gli aspetti che ho già elencato e tanti altri, ma, appunto, non è un capolavoro.

Sungkyunkwan Scandal
Trasmesso in 20 episodi dalla KBS2, è un Drama del 2010. Anche qui, carrellata di attori super famosi come Park Yoo Chun, Park Min Young, Song Joong Ki, Yoo Ah In.

Ambientato nell'università di Sungkyunkwan durante la tarda era Joseon, la trama si sviluppa intorno ai quattro studenti protagonisti. Kim Yoon Hee (Park Min Young) è costretta dai problemi della sua famiglia a spacciarsi per il fratello, Kim Yoon Shik, e potere in questo modo guadagnare soldi trascrivendo libri per gli studenti dell'università Sungkyunkwan. La sua straordinaria intelligenza e preparazione, però, la cacciano ben presto nei guai, quando, convinta dal suo titolare, si ritrova a sostenere gli esami imperiali al posto di un'altra persona. La punizione è durissima per chiunque venga colto in flagranza di reato, e per lei sembra essere giunta la fine quando, a causa di un malinteso, scambia un altro per colui che l'ha assoldata per il compito. Costui altri non è che Lee Sun Joon (Park Yoo Chun), figlio del primo ministro e un tipo decisamente fuori dall'ordinario, che l'aiuterà in maniera totalmente inaspettata, ma non senza prendersi una piccola rivincita. Da questo momento in poi, i loro commini inizieranno sempre più spesso ad incrociarsi.

Ammetto che è stato piuttosto difficile condensare a questo modo la trama, che è decisamente molto incasinata. Un drama che mischia tra loro commedia-romance, slice of life e anche mistery, con un documento andato perduto da ritrovare e tanti nemici da cui tenersi alla larga. A tutti gli effetti un Teen Drama in salsa storica, quindi statene alla larga se non apprezzate il genere.
Personalmente devo dire che mi è molto piaciuto, anche se non ho urlato al capolavoro e me ne dispiaccio. In realtà la storia ha molti spunti interessanti che potevano essere maggiormente approfonditi, e anche alcuni personaggi che potevano essere delineati meglio - come il re, che da personaggio con un enorme potenziale da poter esprimere, è diventato un semplice figurina relegata in un angolo. Ma forse questo si è reso necessario dal fatto che la maggior parte dello spazio nel corso della narrazione è occupato dalla crescita, emotiva e ideale, dei protagonisti principali.
Ebbene, loro quattro mi sono veramente piaciuti. Erano tutti molto calati nella loro parte, anche se forse ho trovato la recitazione di Park Yoo Chun un po' più rigida rispetto alle altre, ma mi concedo di vederlo in qualche altro drama prima di procedere con un giudizio. Ad ogni modo, penso si faccia perdonare grazie al fatto di possedere, come lessi una volta in un commento, un sorriso che rende più bello il mondo. Eh sì, è proprio tanto carino.
Il mio personaggio preferito in assoluto, però, è certamente quello di Goo Yong Ha(Song Joong Ki), che, assieme a Moon Jae Shin(Yoo Ah In), fa' anche parte della mia coppia preferita in assoluto, più di quella protagonista. Yong Ha che appare al principio come un donnaiolo senza spessore e una spiccata vena ironica, si rivela poi come un personaggio molto più complesso di quanto non si sospettasse, E soprattutto il rapporto che ha con Cavallo Pazzo(Moon Jae Shin), di cui riusciamo ad avere una conoscenza un po' più approfondita a seguito di una conversazione molto privata che egli intrattiene con uno dei due protagonisti principali - ahimé, non ricordo chi dei due -, mi ha davvero impressionato e anche emozionato, per quanto venga solo appena tratteggiato.
Insomma, è un drama che consiglio, perché se visto senza troppi pregiudizi è una storia che può stupire.

(Continua!)

Lussuria

venerdì 5 settembre 2014
Lussuria - Seduzione e Tradimento (Lust, Caution) è un film del 2007 diretto da Ang Lee, basato sull'omonimo romanzo pubblicato nel 1979 da Zhang Ailing.

La vicenda è ambientata nel 1938 a Hong Kong e nel 1942 a Shanghai, all'epoca dell'occupazione giapponese in Cina. Wang Jiazhi è una timida e inesperta studentessa universitaria, la quale, accecata dall'acerbo sentimento che prova nei confronti del suo compagno Kuang Yu Min, si lascia irretire suo malgrado dal vortice di patriottismo quasi fanatico incoraggiato dai suoi amici. Diviene così la pedina più importante nel piano che essi escogitano al fine di assassinare il membro più in vista tra gli agenti speciali filo-giapponesi, il Sig. Yee.
A causa di alcuni imprevisti, tuttavia, l'operazione sembra andare a monte, finché, quattro anni più tardi, la giovane donna non viene nuovamente contattata dai ribelli per completare la sua missione. Torna così ad essere l'affascinante e voluttuosa Sig.ra Mai, col solo scopo di intrufolarsi nella casa del Sig. Yee e diventarne l'amante. Da questo punto la relazione tra i due inizia ad articolarsi in un gioco morboso in cui non si sa' bene chi tra i due sia il cacciatore e chi la preda, e dove la posta in gioco diviene ogni secondo sempre più alta.

Con questo film, Ang Lee ottenne il secondo Leone d'Oro della sua carriera alla 64 mostra del cinema di Venezia.

Rilasciato a Taiwan il 24 Settembre e negli Stati Uniti il 28 Settembre dello stesso anno, Lussuria subì diverse censure a causa delle estremamente esplicite scene di sesso. In molti paesi, tra cui Cina e India, il film ha subito diversi tagli prima di poter essere distribuito. Classificato come NC-17 negli U.S., in italia venne vietato ai minori di 14 anni.

Ad Hong Kong, dove è stato proiettato nella sua interezza(con i dovuti accorgimenti), il film fu il primo come incasso tra quelli in lingua cinese, il terzo dopo Spider-Man 3 e Harry Potter e l'Ordine della Fenice. Diversa la situazione negli States, dove il raiting fu la causa di una relativamente bassa affluenza di pubblico.

Lussuria è il secondo film di Ang Lee che vedo. E no, il primo non è stato I Segreti di Brokeback Mountain, bensì La tingre e il dragone, il quale, devo ammettere, non mi è molto piaciuto - più che altro per i suoi personaggi, che trovavo estremamente irritanti. Quindi è stata una enorme sorpresa per me il fatto che questo mi sia piaciuto tanto, soprattutto considerato che, in genere, non apprezzo affatto le scene di nudo.
In primo luogo mi sento in dovere di avvertirvi che, a parer mio, la storia non è assolutamente adatta a tutti, non solo per il raiting, ma per la crudezza con cui le vicende ci vengono narrate. L'affresco che ci viene proposto è quello di un momento molto buio e crudele della storia, in cui ciò che un tempo rendeva tali gli esseri umani sembra essere stato seppellito da un lato più bestiale, primordiale, il cui unico scopo è quello di prevalere in qualsiasi modo sugli altri. Ed è proprio questo ciò che contraddistingue il personaggio del Sig. Yee: un uomo che si presenta con l'aspetto una pecora - rispettabile, educato, benestante, amorevole -, ma che cela dentro sé le fattezze di un lupo - spietato, assetato di sangue.
E Wang Jiazhi?
Solo una ragazza che si trova invischiata in un gioco decisamente troppo grande per lei, a rischiare la vita per un ideale in cui, forse, neanche crede, solo per l'illusione di un amore giovanile. Una donna che scopre e si riscopre attraverso gli incredibili amplessi col suo amante, finalmente amata nel modo in cui aveva desiderato, eppure ancor più intensamente. In questo modo si trova ad assaporare lati nuovi del carattere del Sig. Yee, tanto imprevisti quanto subdoli, perché in grado, nonostante la reticenza, di farla cedere e perdersi.
Insomma, sembra quasi che questa storia inciti a non lasciarsi mai ingannare dalle apparenze.
Inoltre non si ha la sensazione che le scene si sesso tra i due siano messe lì tanto per, come mi accade di avvertire in molti altri film, ma piuttosto risultano necessarie a spiegare i cambiamenti di entrambi, da un primo amplesso piuttosto violento e doloroso, a un secondo, invece, assolutamente passionale, irruento e desiderato - molto vero, a dirla tutta, tanto che non so davvero spiegarmi come abbiano potuto simulare qualcosa del genere. Il tutto che converge in un finale senza speranze, ma che, secondo me, non poteva essere altrimenti.
Ho letto alcune recensioni che definivano Lussuria lento, ma io non l'ho trovato per nulla tale, mi è anzi scivolato via molto facilmente, per il modo in cui vengono sapientemente amalgamati insieme i vari elementi - thriller, storico-politico, amoroso. Oltretutto gli attori ci offrono tutti una performance di altissimo livello.
In definitiva è un film che mi sento di consigliare, purché non siate persone sensibili o impressionabili, con l'augurio che possiate guardare oltre la lussuria del titolo e comprendere veramente ciò che queste immagini tentano di raccontare.

Buona Visione!

Dragon Trainer 2

giovedì 28 agosto 2014
Dragon Trainer 2 (How to train your Dragon 2) è un film di animazione del 2014 della DreamWorks Animation, è il sequel di Dragon Trainer.

Sono passati cinque anni da quando Hiccup e il suo fedele amico Sdentato hanno portato la pace tra i draghi e gli abitanti di Berk, diventando compagni di vita inseparabili gli uni per gli altri. Eppure, nonostante oramai la vita tra i vichinghi sia notevolmente migliorata, il desiderio di avventura di Hiccup non sembra essersi attenuato, ma è anzi divenuto tanto grande da spingerlo oltre i confini conosciuti alla scoperta di nuove terre, per nulla propenso a sottostare alle pressioni del padre che vorrebbe fare di lui un capo saggio e rispettato.
E' proprio durante una delle sue esplorazioni, però, che assieme ad Astrid viene attacato da dei cacciatori di draghi, i quali non solo li accusano di aver distrutto la loro casa, ma anche di ostacolarli nel procurare nuovi esemplari per l'esercito di un certo Drago Bludvist. Da qui inizierà la vera avventura di Hiccup, intenzionato ad evitare una guerra che potrebbe distruggere il suo villaggio e che lo porterà a importanti scoperte sul suo passato e, forse, sul suo futuro.

Il primo trailer del film fu lanciato dalla DreamWorks il 12 Luglio 2013, seguito a breve distanza (5 Agosto) dalla versione italiana. Proiettato in anteprima al Festival di Cannes 2014, il film è stato distribuito nelle sale nostrane il 16 Agosto.

Alla regia troviamo Dean Deblois, che aveva già diretto il primo film, stavolta senza il collega Chris Sanders, che rimane tuttavia come produttore. Deblois aveva all'epoca dichiarato che sarebbe tornato alla regia solo se la DreamWorks gli avesse permesso di realizzare una trilogia, ed è ad oggi confermata l'uscita del terzo capitolo nelle sale statunitensi il 17 Giugno 2016.

Anche per quel che riguarda le musiche troviamo una nostra vecchia conoscenza, John Powell, già autore delle musiche del primo film, le quali gli erano valse una nomination agli oscar.

Dragon Trainer 2 è il primo film della DreamWorks ad aver utilizzato lo "scalable multi-core processing" che consente per la prima volta agli artisti di lavorare a parti di immagini complesse in tempo reale, invece che aspettare otto ore per vedere i risultati il giorno dopo. Il film inoltre è anche il primo ad aver adoperato il suo nuovo software di animazione e di illuminazione, i programmi denominati Premo e Torch.

Curiosità: Il regista ha dichiarato che, al fine di incrementare la sua ispirazione, è tornato a rivedere i film della sua infanzia Star Wars: L'impero colpisce ancora e Il mio vicino Totoro.

Come al solito in ritardo, ma alla fine anch'io sono riuscita ad arrivare a parlarvi di Dragon Trainer 2.
Anche se, in realtà, stavolta ho dalla mia un paio giustificazioni.
La prima è il fatto che il film sono riuscita a vederlo solo una settimana dopo la sua uscita effettiva, e la seconda che alla fine ero talmente su di giri che ho dovuto attendere qualche giorno per essere in grado di scrivere qualcosa che avesse un senso compiuto. Quindi forse, forse, adesso riuscirò a parlarvene in maniera adeguata.
Inizio subito col dire che DT2 mi è piaciuto in maniera davvero oscena e non riesco neanche a concepire che qualcuno possa non averlo trovato di proprio gusto, perché, diciamocelo, è davvero un film che ha tutto: divertente, romantico, avventuroso, ma anche drammatico e misterioso. Una storia di buoni sentimenti, ma che non risparmia le tematiche importanti, con un antagonista veramente odioso e corrotto dal desiderio di potere.
Ho molto apprezzato lo sviluppo dei personaggi, sia dallo scorso film (vedere come certe dinamiche fossero cambiate nel corso del tempo, in alcuni punti mi ha fatto davvero scompisciare) che nel corso stesso della storia, anche se i cambiamenti maggiormente ricchi di rilevanza sono ovviamente quelli di Hiccup e Sdentato, ma anche gli altri hanno i loro momenti di gloria - per non spoilerarvi, posso solo dirvi che ho amato il personaggio di Testabruta, che era a dir poco geniale.
Oltretutto, in questo film veniamo a scoprire di più sul passato del protagonista e facciamo la conoscenza di un nuovo personaggio, il quale sconvolgerà un bel po' la situazione, ma decisamente in meglio. Con il padre di Hiccup, che aveva già nello scorso film compiuto enormi cambiamenti su sé stesso, assistiamo ad una evoluzione che gli conferirà uno spessore e una umanità che mi hanno davvero emozionato. Un padre che è disposto a tutto per proteggere la sua famiglia, un capo che, al momento opportuno, non si tira indietro dinanzi ad una battaglia per proteggere il suo popolo.
**LIEVI SPOILER**
Anche il personaggio della madre di Hic, Valka, il solitario e misterioso cavaliere dei draghi, è stato veramente ben tratteggiato. Ho trovato tutta la spiegazione riguardo al suo passato e a ciò che l'ha spinta a prendere la decisione di andarsene molto sensata, in linea con tutto il resto. E inoltre lei e Stoik erano veramente la dolcezza insieme, hanno scatenato il mio lato peggiore di fangirl.
**FINE SPOILER**
Spettacolare dal punto di vista visivo (da sottolineare il fatto che io non l'ho visto in 3D, perché non lo sopporto), super colorato, pieno di millemila nuove specie di draghi, alcune veramente titaniche a dir poco, e anche paesaggi da mozzare il fiato. Belle soprattutto alcune inquadrature che ha usato il regista. E un finale che ti lascia in tutto e per tutto soddisfatto, nonostante la tristezza per alcune cose accadute nel corso della storia.
Insomma, se non si è capito da tutto quello che ho scritto, ve lo dirò adesso chiaro e tondo: se non l'avete visto, andatelo subito a vedere!
Lo consiglio indiscriminatamente a tutti, perché credo sia molto difficile che possa non piacere - giusto se odiate i cartoni animati, insomma.

Buona Visione!

Transformers 4 - L'Era dell'Estinzione

giovedì 31 luglio 2014
Quarto capitolo della saga, questo film rappresenta una specie di reboot in quanto molti membri del cast sono stati sostituiti da nuovi personaggi.

La storia inizia circa 65 milioni di anni fa, delle creature aliene (che in seguito verranno denominate "creatori") lasciano esplodere una serie di bombe che in poco tempo estinguono la vita sulla terra. Ai giorni nostri, una geologa ritrova il fossile di un dinosauro composto di metallo.
Sono passati cinque anni dalla battaglia di Chicago tra gli Autobot e i Decepticon, e l'opinione che gli esseri umani hanno dei transformers è molto cambiata. Questi, infatti, sono costretti a fuggire e a nascondersi, perché ritenuti un pericolo sia dalla popolazione che dallo stato.
In Texas, un inventore fallito, Cade Yeager (Mark Wahlberg), trova un vecchio camion e lo acquista nella speranza di rivenderne i pezzi e poter così mandare la figlia Tessa (Nicola Peltz) al College. Cade ben presto scopre che il camion è un transformers, ma decide ugualmente di ripararlo. Nel frattempo la CIA è alla ricerca degli ultimi Autobot rimasti sulla terra, con la segreta collaborazione del cacciatore di taglie inter-spaziale Lockdown.

Rilasciato negli Stati Uniti il 27 Giugno 2014, in Italia il 16 Luglio 2014, con un budget complessivo di 210 milioni di dollari, al 25 Luglio il film ha incassato 921'602'453 dollari. In Italia, nei primi 5 giorni di programmazione, l'incasso è stato di 3,87 milioni di euro.

Per la regia di Micheal Bay, prodotto dalla Paramount, co-prodotto dalle case cinesi Cina Movie Channel e Jiaflix, le riprese si sono svolte dal 28 Maggio al 29 Ottobre 2013 tra Stati Uniti e Cina.

Curiosità: Durante le riprese ad Hong Kong, Micheal Bay è stato aggredito da due fratelli che hanno cercato di estorcergli 100'000 dollari Hongkonghesi. Alla fine i due sono stati arrestati insieme ad un complice, Bay è uscito illeso dalla vicenda.

La Paramount Pictures ha ufficialmente annunciato che il film avrà un sequel, Transformers 5, in uscita nel 2016, ancora senza regista.

Partiamo dal presupposto che la saga dei Transformers mi piace molto, in particolare Transformers 2 - La vendetta del caduto che credo possa rientrare nel gruppo dei miei film preferiti di sempre. Detto questo, devo dire che per quanto abbia apprezzato i nuovi personaggi, nonostante il "legame" con quelli vecchi, devo ammettere che forse questo film mi ha lasciato un po' una sensazione simile a non sapevano più che inventarsi. Con questo non voglio dire che il film sia brutto, assolutamente: le scene di azione sono sempre grandiose, così come gli Autobot (ho amato quello simile ad un samurai giapponese, che poi ho scoperto essere doppiato in originale da Ken Watanabe) e anche i rapporti tra i protagonisti "umani" - in particolare, al contrario della precedente "trilogia", qui si analizza più il rapporto padre/figlia, che non quello tra due innamorati. Carino anche il personaggio interpretato da Stanley Tucci, anche se è difficile competere con quello di John Turturro.
In generale gli spunti più interessanti sono stati messi in attesa del sequel(mi hanno incuriosita parecchio, devo ammetterlo), inducendomi a classificare questo capitolo come una sorta di fase di passaggio, simile agli altri e con in sostanza nulla di straordinariamente nuovo.
In conclusione consiglio questo film in primo luogo a tutti i fan della serie, agli amati degli action e degli effetti speciali(fantastici), e a chiunque voglia passare un paio di ore piacevoli con una storia avvincente.

Buona Visione!