Bone

domenica 23 settembre 2012
#Bone #JeffSmith #Recensione

  "Bone" è una serie a fumetti scritta e disegnata da Jeff Smith, pubblicata negli Stati Uniti dal 1991 al 2004. Alla sua conclusione l'opera è stata ristampata e raccolta in un unico volume, ad opera della Cartoon Books - casa editrice di proprietà dello stesso Smith.
In Italia "Bone" ha subito un destino editoriale piuttosto travagliato: pubblicato dal 1996 al 2006, il fumetto viene inizialmente distribuito dalla casa editrice "Macchia Nera" in una edizione da edicola e successivamente in una per sole fumetterie; dopo il suo fallimento il testimone viene affidato alla "Lexy Production", che riesce a stamparne un solo volume prima di chiudere anch'essa.
Successivamente l'opera viene recuperato dalla "Panini Comics", che pubblica gli ultimi tre volumi della saga. La Panini, a partire dal 2007, ha fatto ripartire una nuova ristampa completa in 10 volumi a colori.
Nel 2011 la "Bao Publishing" ha pubblicato l'edizione integrale di "Bone" in un unico volume, che è quello da me acquistato.

La vicenda prende il via con i tre cugini Bone - Fone Bone, Phoncible P. (Phoney) Bone e Smiley Bone - che, in fuga da Boneville, si perdono in un deserto e, superata qualche peripezia, giungono presso una vallata sconosciuta. Non dirò altro della trama, poiché non voglio rovinarvi nulla di questo capolavoro.

Ebbene sì: capolavoro; perché solo in tali termini quest'opera può essere considerata.
"Bone"è una storia che, a primo acchito, potrebbe dare l'impressione di essere il solito fumetto umoristico, ricco di gag, ben riuscite oltretutto, ma senza sostanza, Una lettura piacevole e scorrevole, un diversivo, ma nulla di più.
Anche io l'ho pensato e non potevo commettere errore più grande: non troppo tempo fa, credo di aver letto da qualche parte che "Bone" viene considerato un po' come "Il Signore degli Anelli" del suo genere e personalmente non potrei essere più d'accordo. La storia che Smith pian piano ci ha narrato, infatti, si presenta come un calderone di numerosi generi - fantasy, avventura, mistery, drammatico, umoristico -, orchestrati magistralmente in una trama che è un continuo crescendo.

"Bone" è un fumetto che consiglierei a chiunque, indistintamente: una storia universale, che, in quanto tale, ha qualcosa da raccontare ad ognuno di noi, per quanto diversi possano essere in nostri modi di essere.

La recensione finisce qui: molto breve, lo ammetto, ma trovo difficile parlare di un fumetto che mi è piaciuto a livelli così estremi. Davvero, leggetelo: sono certa che non ve ne pentirete.

Buona lettura a tutti!!

The Amazing Spider-man

#TheAmazingSpiderMan

   La pellicola rappresenta l'inizio di una nuova saga, distaccata dalla precedente trilogia di Sam Raimi. Inizialmente la Columbia Pictures aveva intenzione di produrre Spider-man 4, ma, a causa di alcune divergenze artistiche, si è optato per un completo riavvio.

La trama: il piccolo Peter Parker è intento a giocare a nascondino col padre, quando scopre che lo studio di quest'ultimo è stato completamente messo a soqquadro. Spaventati dal misterioso tentativo di furto, Richard e Mary Parker affidano il figlio agli zii Ben e Mary, con i quali il bambino resterà a seguito della prematura scomparsa dei genitori.
Dieci anni dopo, Peter è un ragazzo geniale e solitario, la cui vita scolastica, come è facilmente intuibile, risulta per nulla soddisfacente: spesso vittima di atti di bullismo, non riesce però a rassegnarsi alle prepotenze dei suoi compagni, cacciandosi spesso nei guai.
Un giorno, intento ad aiutare lo zio, trova una vecchia borsa del padre, all'interno della quale è nascosto il fascicolo con l'ultimo esperimento svolto dall'uomo. Assieme ad esso, al giovane viene mostrata anche una foto del genitore insieme ad un suo compagno di laboratorio: il dottor Curt Connors.
Connors lavora presso la Oscorp Corp., dove Peter si reca alla disperata ricerca della verità. Qui accadrà qualcosa che cambierà completamente la sua intera esistenza.

Fu nel 2008 che ebbe inizio lo sviluppo di un progetto riguardante Spider-man 4, con Raimi alla regia e gli storici membri del cast richiamati a ricoprire i rispettivi ruoli. Insieme all'elaborazione di un quarto e quinto film, i rumors affermavano che fosse stata presa in considerazione anche quella di altri due sequel. Ad ogni modo, nel 2009, Sam Raimi dichiarò che, almeno per il momento, solo il quarto film era in elaborazione e che se ce ne fossero stati un quinto e un sesto, questi non sarebbero stati altro se non un continuo l'uno dell'altro. James Vanderbilt fu contattato nell'Ottobre del 2008 per la stesura della sceneggiatura, nonostante i contatti che la Sony Pictures aveva avuto con David Koepp (Spider-man) nei primi mesi dello stesso anno. La sceneggiatura fu successivamente riscritta dal vincitore del premio Pulitzer David Lindsay-Abaire (Rabbit Hole) e riscritto ancora una volta da Gary Ross (Hunger Games, qui la mia recensione) nell'Ottobre del 2009. La Sony inoltre ingaggiò Vanderbilt per la stesura di Spider-man 5 e Spider-man 6.
Nel 2008, Raimi espresse il suo interesse verso il Dr. Curt Connors e la sua trasformazione in Lizard: l'attore Dylan Baker, che aveva interpretato Connors nell'ultimo film della trilogia, e il produttore Grant Curtis si rivelarono entusiasti all'idea. Raimi, inoltre, espresse il suo desiderio di ingaggiare Bruce Campbell, non più per dei semplici cameo, ma per un ruolo di spessore. Nel Dicembre 2009 si diffuse la notizia che avevano avuto inizio le trattative con John Malkovich per il ruolo dell'Avvoltoio e con Anne Hathaway per il ruolo di Felicia Hardy.
Nel Gennaio del 2010 la Sony annunciò che i piani per Spider-man 4 erano stati cancellati, a causa del ritiro di Sam Raimi dal progetto. Successivamente, Raimi riportò che la sua rinuncia al progetto era stata dovuta al dubbio che nutriva nei riguardi della data di uscita del film (6 Maggio 2011), in quanto non sembrava possibile sostenere il film in modo creativo in un tempo così limitato.

Simultaneamente alla cancellazione di Spider-man 4, la Sony annunciò che il franchise sarebbe stato riavviato con un nuovo regista ed un nuovo cast. The Amazing Spider-man avrebbe visto la luce il 3 Luglio 2012: in esso l'attenzione sarebbe stata rivolta principalmente alla presa di coscienza di Peter e allo sviluppo dei suoi poteri durante il liceo. La Sony confermò che James Vanderbilt avrebbe scritto la sceneggiatura del nuovo film e che Marc Webb ((500) giorni insieme) era stato ingaggiato come regista.

Le riprese ebbero inizio il 6 Dicembre 2010 a Los Angeles, per la durata complessiva di 90 giorni, comprese le due settimane a New York City. Il primo trailer del film fu diffuso il 20 Luglio 2011

Nel cast troviamo attori di talento come: Andrew Garfield (The social network, Non lasciarmi, Parnassus), Emma Stone (The Help) e Rhys Ifans (Anonymous, Elizabeth: the golden age, La fiera della vanità, Notting Hill). Interpretazioni davvero splendide: perfetto il feeling tra Gwen e Peter; notevole la crescita interiore del protagonista, così come il declino psichico ed emotivo del dr. Connors.
Piccolo particolare di cui forse non tutti sono a conoscenza: Rhys Ifans ha personalmente donato le fattezze, le espressioni e i movimenti al suo personaggio, attraverso la tecnologia del CGI (Computer generated imagery).
Di ottima qualità anche la regia di Marc Webb, di cui, mi duole ammetterlo, non ho ancora avuto occasione di vedere il precedente lavoro.

Personalmente, ero già una fan della precedente Trilogia di Raimi, quindi anch'io, come credo abbiano fatto in molti, mi sono chiesta se ci fosse davvero bisogno di questa sorta di "remake" del film a così pochi anni di distanza. Ebbene, devo ammettere che, contrariamente ai miei timori, il film si è rivelato davvero molto bello.
La pellicola segue un po' il filone tanto amato, da un po' di anni a questa parte, da tutti i film di supereroi: l'isolamento emotivo e fisico nel quale quest'ultimo è costretto/si costringe a vivere. In particolare, qui viene affrontata in maniera più approfondita il dramma adolescenziale vissuto da Peter, che, da un certo punto di vista, ancora non possiede la maturità necessaria a concepire una vita di totale emarginazione dal resto del mondo. Infatti, oppostamente a quella che fu la decisione di Peter nel primo Spider-man, nell'Amazing Spider-man egli decide di rendere partecipe un'altra persona del suo segreto, coinvolgendola, probabilmente, in qualcosa di troppo pericoloso e aldilà delle sue limitate risorse umane.
In contrapposizione al dramma del protagonista, ci viene presentato anche quello del Dr Connors/Lizard: la disperazione nella quale versa un uomo con un deficit fisico; il desiderio bruciante e folle di tornare alla normalità; il tracollo fisico ed emotivo.
Insomma, ci troviamo di fronte ad un pantheon di personaggi non indifferente, dal grande impatto, che, inevitabilmente, lasceranno qualcosa nello spettatore, che egli ne sia cosciente o meno.
Un film da apprezzare, da amare, da cui lasciarsi travolgere.

Invito chiunque non l'abbia ancora visto ad andare a vederlo, sperando che qualche sala lo stia ancora proiettando.
Buona visione a tutti!!

Piccole Donne

martedì 12 giugno 2012
#PiccoleDonne by #LouisaMayAlcott #Recensione

  "Piccole Donne" è certamente il romanzo a cui deve il suo successo Louisa May Alcott: pubblicato per la prima volta in due volumi, "Piccole Donne" e "Piccole Donne Crescono", rispettivamente nel 1868 e 1869. Nel 1880 i due volumi furono riuniti in uno solo, in quella che fu l'edizione definitiva adoperata ancora oggi.

La Alcott, figlia del filosofo trascendentalista Amos Bronson Alcott e Abigail May Alcott, fu un'attiva abolizionista e femminista - negli ultimi anni divenne sostenitrice del suffragio universale esteso alle donne ed è stata la prima donna ad iscriversi alla lista dei votanti a Concord in un'elezione scolastica. Fin da giovane, a causa delle precarie condizioni economiche familiari, fu costretta a lavorare come sarta, governante, insegnante e, in seguito, scrittrice. Morì a Boston il 6 Marzo 1888.

La storia è quella della famiglia Alcott, ribattezzata March nel libro. Il tutto ruota intorno alle sorelle Margareth (Meg), Josephine (Jo), Elizabeth (Beth) e Amy, e agli avvenimenti che le vedono protagoniste durante l'anno di assenza del loro amato padre, partito alla volta della grande guerra di secessione. Le quattro ragazze vivono grazie al sostegno reciproco e a quello di amici e parenti, nell'impegno costante di rimediare ai propri difetti e diventare persone sempre migliori.
"Piccole Donne Crescono", invece, riprende la storia quattro anni dopo l'epilogo della precedente.

Quando decisi di acquistare questo romanzo, fu principalmente per il mio amore folle nei confronti dei film da esso tratti, il più recente dei quali vede vestire i panni di Jo da Winona Ryder.
Non so esattamente cosa mi aspettassi quando lo comprai, certamente non quello che poi mi sono ritrovata davanti: intendiamoci, non sto dicendo sia brutto, solo che mi è sembrato di leggere un sermone piuttosto che un romanzo. L'autrice ci propina, attraverso le vicende di vita delle quattro protagoniste, molti, troppi precetti morali, che a tratti rendono la lettura anche un po' noiosa. Il personaggio di Jo, poi, che è sempre stato quello principale all'interno dei film, risulta avere un carattere più irritante, a mio parere, e meno interessante. Ne guadagna in simpatia, invece, il personaggio di Amy, la quale è anche la più "umana" tra le sorelle - nonostante neanche lei si esima dal dar voce a grandi massime.
Sostanzialmente, quello che più di tutto mi ha infastidito, è stato il modo in cui l'autrice ha trattato il suo punto di vista come l'unico giusto, l'unico accettabile, rendendomi la lettura anche antipatica in alcuni punti. Trovo sia un romanzo prepotentemente rivolto all'infanzia, non tanto perché l'intento della Alcott fosse esattamente questo, quanto perché il suo modo di trattare gli avvenimenti l'ha reso tale.

Ok, adesso, a chiunque legga questo articolo, parrà che io abbia odiato il libro, ma non è così, anzi, a dispetto dei suoi notevoli limiti, l'ho trovato una lettura molto piacevole e ricca di nostalgia per l'infanzia alla quale vorrei tanto tornare. Un romanzo fatto di buoni sentimenti, affetto e calore familiari, consigliato per l'infanzia, ma anche per coloro che vorrebbero ritornarvici. Buona Lettura!


Se io avessi un pezzo di vita...

venerdì 8 giugno 2012

  Se solo per un istante Dio si dimenticasse che sono una marionetta di pezza e mi regalasse un pezzo di vita, probabilmente non direi tutto ciò che penso, ma in definitiva penserei tutto ciò che dico. Darei valore alle cose, non per ciò che valgono, ma per ciò che significano. Dormirei poco, sognerei di più, capirei che per ogni minuto che chiudiamo gli occhi, perdiamo sessanta secondi di luce. Andrei quando gli altri si fermano, mi sveglierei mentre gli altri dormono. Ascolterei mentre gli altri parlano, e come mi godrei un buon gelato al cioccolato!Se Dio mi facesse dono di un pezzo di vita, vestirei semplicemente, mi butterei disteso al sole, lasciando scoperto non solo il mio corpo, ma anche la mia anima. Dio mio se io avessi un cuore, scriverei il mio odio sul ghiaccio, e aspetterei che il sole uscisse. Dipingerei con un sogno di Van Gogh sulle stelle una poesia di Benedetti, e una canzone di Serrat sarebbe la serenata che offrirei alla luna. Annaffierei con le mie lacrime una rosa, per sentire il dolore delle sue spine, e con le labbra la carnosa sensazione dei suoi petali... Dio mio, se io avessi un pezzo di vita... Non lascerei passare un solo giorno senza dire alla gente a cui voglio bene, che le voglio bene. Convincerei ogni uomo ed ogni donna che essi sono i miei preferiti, e vivrei innamorato dell'amore. Agli uomini dimostrerei quanto si sbagliano al pensare che smettono d'innamorarsi quando invecchiano, senza sapere che invecchiano quando smettono d'innamorarsi! A un bambino darei le ali, ma lascerei che da solo imparasse a volare. Ai vecchi insegnerei che la morte non arriva con la vecchiaia, ma con l'oblio.
Tante cose ho imparato da voi uomini... Ho imparato che tutti quanti vogliono vivere sulla cima della montagna, senza sapere che la vera felicità risiede nella forma di risalire la scarpata. Ho imparato che quando un bambino appena nato stringe con il suo piccolo pugno, per prima volta, il dito del padre, lo racchiude per sempre. Ho imparato che un uomo ha diritto a guardarne un altro dall'alto solo per aiutarlo ad alzarsi. Sono tante le cose che ho potuto apprendere da voi, ma in verità a molto non avrebbero a servire, perché quando mi metterete dentro quella borsa, infelicemente starò morendo.Di' sempre ciò che senti e fai ciò che pensi. Se sapessi che oggi sarà l'ultimo giorno in cui ti vedrò dormire, ti abbraccerei forte e pregherei il Signore affinché possa essere il guardiano della tua anima. Se sapessi che questa è l'ultima volta che ti vedo uscire dalla porta, ti abbraccerei, ti bacerei, e ti richiamerei per dartene ancora. Se sapessi che questa è l'ultima volta che ascolterò la tua voce, registrerei ogni tua parola per poter riascoltarla una ed un'altra volta all'infinito. Se sapessi che questi sono gli ultimi minuti in cui ti vedo ti direi "ti amo" senza assumere, scioccamente, che lo sai di già. Sempre c'è un domani e la vita ci da un'altra opportunità per fare bene le cose, ma se sbaglio e oggi è tutto ciò che mi resta, mi piacerebbe dirti che ti voglio bene, e che mai ti dimenticherò.Il domani non è assicurato a nessuno, giovane o vecchio. Oggi può essere l'ultimo giorno che vedi coloro che ami. Perciò non aspettare più, fallo oggi, perché se il domani non dovesse mai arrivare, sicuramente lamenterai il giorno che non hai preso tempo per un sorriso, un abbraccio, un bacio, e che sarai stato troppo occupato per concedere un ultimo desiderio.Mantieni coloro che ami vicini a te, di loro all'orecchio quanto ne hai bisogno, amali e trattali bene, prenditi tempo per dirgli "mi dispiace", "perdonami", "per piacere", "grazie", e tutte le parole d'amore che conosci.Nessuno ti ricorderà per i tuoi pensieri segreti. Chiedi al Signore la forza e la saggezza per saperli esprimere; e dimostra ai tuoi amici quanto t'importano. (Gabriel Garcia Marquez)

Parere personale su "Tsubasa Reservoir Chronicle" + "xxxHolic"

martedì 22 maggio 2012

Ho finalmente finito di leggere entrambe queste opere delle CLAMP (N.B. La recensione in realtà risale al mese di Dicembre 2011) ed esse rappresentano certamente il progetto più ambizioso portato avanti dal gruppo di autrici.

"xxxHOLiC" è un seinen, pubblicato dal 24 Febbraio 2003 al 9 Febbraio 2011 nel mensile Young Magazine, edito dalla Kodansha. In Italia il manga viene pubblicato dal Febbraio 2007 fino al 7 Luglio 2011 dalla Star Comics, in principio a cadenza trimestrale, poi quadrimestrale. L'edizione italiana è standard, senza sovraccoperta o pagine a colori, ma con una buona rilegatura e rapporto qualità prezzo.

Il termine "HOLiC" sta ad indicare, probabilmente, tutti i vizi e le abitudini malsane dai quali sono affetti i clienti di Yuko - in inglese il suffisso -holic viene usato per segnalare la dipendenza da o la mania per qualcosa. Le tre "x", invece, indicherebbero, probabilmente, una relazione fra più cose e, allo stesso tempo, una variabile sconosciuta.

Il protagonista della storia è Kimihiro Watanuki, un ragazzo dotato della capacità di vedere esseri soprannaturali e, per questo motivo, perseguitato da essi.
Un giorno Watanuki si trova "casualmente" dinanzi all'ingresso di una abitazione, quando il suo corpo, ribellandosi al suo volere, lo costringe a varcare la soglia. Il giovane incontrerà una strega, Yuko Ichihara, la quale offrirà la possibilità a Watanuki di esaudire un suo desiderio - in questo caso liberarlo dalla sua particolare capacità -, in cambio di un "compenso adeguato".
Inevitabilmente attratto dall'offerta della donna, il ragazzo accetta, ritrovandosi a svolgere i compiti più disparati e strani, fino a che non avrà lavorato abbastanza perché la strega esaudisca il suo desiderio.
Proprio durante uno di questi "turni di lavoro", Watanuki fa la conoscenza di Sakura, Shaoran, Fey e Kurogane, tutti provenienti da luoghi diversi, ma con un desiderio comune: ottenere la capacità di viaggiare attraverso le varie dimensioni.
Lo scopo?
Shaoran è alla disperata ricerca delle piume della principessa Sakura, le quali sono indispensabili affinché la ragazza continui a vivere; Fey vuole scappare dal luogo a cui appartiene, mentre Kurogane vuole solo tornarvi. La Strega delle Dimensioni dona ai ragazzi, in cambio di un adeguato compenso, Mokona, strano esserino capace di muoversi tra i mondi, senza che però possa coscientemente scegliere la sua meta.
Ha così inizio il viaggio di questi giovani ragazzi, che sarà la trama centrale di Tsubasa.

"Tsubasa RESERVoir CHRoNiCLE" è uno shounen, pubblicato settimanalmente sul Weekly Shounen Magazine della Kodansha, dal Maggio 2003 fino all'Ottobre 2009. In Italia, la serie viene pubblicata da Star Comics da Gennaio 2007 a Giugno 2010. L'edizione è, in tutto e per tutto, identica a quella di xxxHolic, quindi molto buona in relazione al prezzo.

La serie presenta degli importanti crossover con altre opere delle CLAMP: prima fra tutte, la già citata "xxxHolic", la cui trama è strettamente legata a quella di Tsubasa. Altri importanti crossover sono quelli con "Card Captor Sakura" (Sakura e Shaoran), "Magic Knight Rayearth" (Mokona), RG Veda (Re Ashura) e "Chobits". Sono presenti anche collegamenti ad altre opere, ma meno importanti.

La storia prende il via nel Regno di Clow, dove la principessa Sakura ha delle strane visioni riguardo a un simbolo e a luoghi a lei sconosciuti. Shaoran, giovane archeologo e amico d'infanzia della principessa, durante una spedizione con il padre, scopre tra alcune rovine lo stesso simbolo visto dalla ragazza.
Sakura, in visita, appena visto il simbolo, cade in uno stato di trance e, dopo averlo toccato, si ritrova sospesa a mezz'aria, circondata da ali diafane. Nel disperato tentativo di salvarla, Shaoran non riesce però ad evitare che le sue ali si frantumino e che le piume si vadano a depositare in varie dimensioni. Le piume altro non erano che una manifestazione dell'anima e dei ricordi della ragazza, senza i quali ella non potrà sopravvivere a lungo.
Yukito, Sommo Sacerdote del Regno di Clow, invia i giovani presso la Strega delle Dimensioni, Yuko. Qui incontrano Kurogane, ninja dell'antico Giappone esiliato dalla principessa Tomoyo, e Fay, mago in fuga dal suo mondo e dal suo passato. Yuko comunica loro il prezzo che dovranno pagare, molto caro in certi casi, che tutti accettano senza batter ciglio. Qui ha inizio la loro avventura.

Personalmente ho molto apprezzato entrambe le opere:
"xxxHolic" è una storia capace di trasportare il lettore negli antri più oscuri della mente e del cuore umano, di mettere a nudo, a volte con cattiveria, quelli che sono i nostri impulsi primitivi. Il lettore viene messo a dura prova, costretto a doversi confrontare con casi alquanto inverosimili, ma che, proprio per questa ragione, risultano spaventosamente credibili. Le autrici ci conducono attraverso le barriere della psiche umana, concedendoci di ammirare quale magnifico e terribile mistero sia l'inconscio (anche se, in questo caso, forse sarebbe più corretto addurre a quell'istanza che Freud aveva denominato "Es").
Si tratta di un'opera adatta principalmente ad un pubblico maturo, che, in quanto tale, meglio potrà comprendere i reali significati celati dietro ad ogni frase, mai casuale. E che, oltre a questo, dietro al perverso orrore di certe storie, potrà scorgere una perfetta istantanea dell'uomo moderno.
Il tratto risulta essenziale, raffinato, ricco, ma, allo stesso tempo, lieve, evanescente. Un tratto che, con i suoi intensi chiaroscuri, contribuisce a creare quell'atmosfera che è la colonna portante di questo manga.

I presupposti da cui, invece, parte "Tsubasa", risultano completamente diversi: il modo in cui dal principio la storia si dipana, sembra quello tipico di uno Shounen moderno: tanta azione e humor, che vanno a condire una lunga serie di storie auto conclusive. Eppure, come il lettore ben presto imparerà durante la lettura di quest'opera, nulla è veramente ciò che appare: i segreti più impensabili e oscuri si celano dietro gai sorrisi e affettuosi abbracci. Sono segreti, questi, che vanno a intaccare la stessa linea del tempo, intrecciando mondi, destini, vite. Come la trama intricata di un antico tappeto, anche questa storia presenta diversi passaggi difficili da seguire, i quali, però, rappresentano la sua vera ricchezza: le autrici non commettono banalità, né inciampano in cliché, ma articolano la vicenda in maniera ingegnosa, quasi folle oserei dire.
Il tratto è pulito, morbido e ricco di dettagli, perfetto per questa storia appassionante e impressionante.

In conclusione: consiglio queste due serie? Assolutamente sì.
La consiglio, in primo luogo, a tutti gli appassionati delle CLAMP, i quali potranno piacevolmente gustare le tipiche caratteristiche di queste autrici, migliorate da una maggiore dose di esperienza.
La consiglio, inoltre, anche a coloro che cercano qualcosa di appassionante, non banale, profonda e un po' oscura.

Bè, a presto! E ricordate: Non esiste il caso, esiste solo l'inevitabile. 

Parere personale su "The Avengers"

martedì 8 maggio 2012
Ed eccomi qui a parlarvi di un altro fantastico film: The Avengers.

La pellicola è incentrata sul gruppo dei Vendicatori, supereroi dei fumetti Marvel, prodotto dai Marvel Studios e distribuito da Walt Disney Studios. Essa rappresenta un crossover cinematografici tra vari protagonisti di film prodotti dagli studi Marvel: "Iron Man", "L'incredibile Hulk", "Thor" è "Captain America - Il primo vendicatore". L'incontro fra questi eroi era già stato ripetutamente menzionato nei vari film, ciascuno dei quali conteneva un riferimento ad un altro: ad esempio, ne "L'incredibile Hulk", compare Tony Stark che parla proprio della composizione di un team; in "Iron Man 2" appare qualcosa di simile allo scudo di Capitan America e, alla fine della pellicola, si vede l'agente dello S.H.I.E.L.D. Phil Coulson reperire il martello di Thor, come nell'intro dell'omonimo film.

In Italia e in altri paesi del mondo il film è uscito il 25 Aprile, mentre nel paese d'origine è stato distribuito il 4 Maggio. "The Avengers" è stato rilasciato anche in versione 3D.

Il film, in sole due settimane dal lancio, ha incassato circa 654,838 milioni di dollari in tutto il mondo, in particolare negli Stati Uniti, nelle prime 72 ore di programmazione, ha incassato 200,3 milioni di dollari, stabilendo il record per il miglior esordio, battendo "Harry Potter e i doni della morte - Parte II". In Italia il film, in sole due settimane, ha incassato 14,057,838 milioni di euro, diventando il film più visto.

La scena si apre con Nick Fury che raggiunge una base della NASA all'interno della quale il dottor Erik Selving sta effettuando degli esperimenti su un misterioso cubo, detto Tesseract, recuperato da Howard Stark negli anni '40, durante la ricerca del cadavere di Steve Rogers/Capitan America (scena presente nel film dedicato a quest'ultimo). A vegliare costantemente su tutto è Clint Barton/Occhio di Falco, anch'egli agente dell S.H.I.E.L.D.
Improvvisamente il Tesseract apre un varco dimensionale ed appare Loki, armato di uno strano scettro con il quale uccide alcuni agenti, strega il dottor Selving e Clint Barton, e fugge impadronendosi del cubo. A questo punto Nick Fury invia l'agente Coulson a richiamare un gruppo di persone già note allo S.H.I.E.L.D., con l'intento di creare una speciale squadra d'azione.

Dal mio punto di vista, uno dei punti di forza è rappresentato proprio dalla profonda diversità che divide e unisce i vari personaggi. Un mix perfetto di azione e humor, capace di trascinare lo spettatore, di coinvolgerlo, appassionarlo. La scena dello scontro finale, poi, è davvero spettacolare, incredibile.

Il regista, Joss Whedon, è famoso per serie tv come "Buffy - L'ammazzavampiri", "Angel" e "Dollhouse". Un diverso modo di fare, il suo, che ha reso questo film certamente diverso dagli altri e forse, per questo motivo, particolarmente speciale.
Davvero buone anche le performance degli attori - anche se, devo ammetterlo, in più di qualche punto mi sono distratta... quando li vedrete capirete il perché.

Per cui, se non siete ancora andate a vederlo, fatelo! E buona visione.

Parere personale su "Hunger Games"

lunedì 7 maggio 2012
Da mesi, ormai, non scrivevo più alcuna "recensione" e quale migliore occasione per ricominciare se non parlarvi di "Hunger Games"?

Il film, come credo la maggior parte di voi saprà, è tratto dall'omonimo best seller scritto da Suzanne Collins, presente da più di 100 settimane nella classifica del New York Times, con milioni di copie vendute in tutto il mondo.

Il film è stato distribuito nelle sale statunitensi il 23 Marzo 2012, in Italia l'uscita è avvenuta il 1 Maggio 2012. La pellicola, costata 78 milioni di dollari, ha stabilito il record per il miglior esordio negli U.S.A. di un film non sequel con 152,2 milioni di dollari, registrando il terzo miglior dato di sempre dopo "Harry Potter e i doni della morte - Parte II" (169 milioni di dollari) e "Il cavaliere oscuro" (158 milioni di dollari). Nel suo primo weekend ha incassato ben 214 milioni di dollari in tutto il mondo. A sei settimana dalla sua uscita "Hunger Games" ha incassato 376,647 milioni di dollari negli Stati Uniti (1° posto fra i film usciti nel 2012) e 228,500 milioni di dollari nel resto del mondo (3° posto fra i film usciti nel 2012), per un totale mondiale di 605,147 milioni di dollari (anche in questo caso 1° posto fra i film usciti nel 2012).

La storia è ambientata in un futuro post-apocalittico e distopico a Panem, nazione che ha preso il posto dell'attuale nord america. La struttura di Panem consiste in una ricca capitale, denominata appunto Capitol City, e da 12 Distretti assoggettati a essa. Ogni anno, come punizione per aver tentato anni e anni addietro di ribellarsi, da ogni distretto vengono sorteggiati due "tributi", un giovane uomo e una giovane donna, di età compresa fra i 12 e i 18 anni, che dovranno sfidarsi fino alla morte in un gioco di sopravvivenza - in tutto e per tutto un reality - denominato Hunger Games. Uno solo sarà il vincitore, che ricoprirà di ricchezze, onore e gloria il suo distretto.
L'azione prende il via proprio durante il fatidico giorno dell'estrazione dei due tributi, della della "mietitura", nel Distretto 12, specializzato nell'estrazione di carbone. La protagonista è Katniss Everdeen, una ragazza di 16 anni che, a causa della prematura morte del padre, è costretta ad assumere il ruolo di capo famiglia.
Al momento dell'estrazione, però, qualcosa di terribile e inaspettato avviene: ad essere pescato dall'eccentrica funzionaria della capitale Effie Trinket è il nome dell'amatissima sorella di Katniss. Primrose "Prim" Everdeen. Sono attimi di stupore, seguiti dalla paura e dall'impellente desiderio di proteggere coloro che ama. Così Katniss si offre volontaria al posto della sorella. tributo del Distretto 12 nei 74esimi Hunger Games.
Oltre alla nostra protagonista, come già accennato, viene scelto anche un ragazzo, Peeta Mellark, figlio del panettiere, una volta aveva soccorso Katniss in un momento di estremo bisogno. I due, incitati da Effie Trinket, si stringono la mano, dopodiché viene loro concessa una breve visita da parte di familiari e amici. Infine i due vengono caricati su un treno, che parte alla volta della capitale.

Questo ovviamente è solo un piccolo sunto dell'incipit della storia, che sarà molto più estesa e complessa di quanto si può dedurre da ciò che ho scritto.

Durante la visione del film ho cercato di non farmi influenzare dal mio amore verso la saga cartacea e di essere quanto più oggettiva possibile.

La pellicola, come è giusto che sia, presenta tagli e cambiamenti di trama rispetto al romanzo, primo fra tutti il punto di vista, che nel romanzo è esclusivamente quello di Katniss, qui viene esteso, concedendoci la possibilità di avere una visione quanto più complessiva possibile di quello che dovrebbe essere il "mondo dei giochi". Vi sono anche altri cambiamenti e omissioni, che non vi dirò per non fare spoiler; vi basti sapere che, personalmente, li ho trovati ben riusciti e anche intelligenti.
La storia si svolge ad un ritmo che diventa, come nel libro, sempre più incalzante, lasciandoti letteralmente col fiato sospeso in più di un punto. Oltretutto ammetto di essermi commossa in più di un paio di scene, come, ad esempio, quella del silenzioso saluto rivolto a Katniss dagli abitanti del Distretto 12, nel momento in cui sacrifica se stessa per il bene della sorella.

La regia, a mio parere, è stata condotta in maniera magistrale: Gary Ross, già regista di pellicole come "Pleasantville" e "Seabiscuit - Un mito senza tempo", ha saputo creare un film mescola caratteristiche di diversi generi, facendo sì che il tutto risultasse più che ben riuscito. Ottima anche la scelta degli attori: Jennifer Lawrence, già vista in film come "X-Men - L'inizio" e "Un gelido inverno", è una perfetta Katniss; lo stesso vale, d'altronde, per Josh Hutcherson ("Aiuto vampiro", "I ragazzi stanno bene", "Un ponte per Terabithia") che interpreta Peeta.

In conclusione "Hunger Games" è un film che consiglio indiscriminatamente a tutti, nella speranza che possiate apprezzarlo quanto me.

Cos'altro potrei aggiungere?
"Felici Hunger Games e possa la fortuna essere sempre a vostro favore"